Quando devo prendere una decisione di solito ho la noiosa, ma saggia abitudine di soppesare nella mia mente i pro e i contro legati alla scelta. È un processo mentale applicabile a molte situazioni, ivi compreso l'acquisto di un disco. In questo caso dovevo decidere se prendere o meno questo cofanetto di "Nick Cave & The Bad Seeds", celebrativo di più vent'anni di carriera. Sul piatto della bilancia a favore dell'acquisto c'erano l'elevato prestigio dell'artista, la semplice raffinatezza della confezione ed il prezzo abbordabile (25 € per tre cd). Viceversa a sfavore pesava il fatto che apparentemente si tratta di una superflua operazione commerciale, di quelle che mi fanno storcere il naso per intenderci. Il cofanetto, infatti, raccoglie tutta una serie di canzoni, più o meno conosciute, le quali per diverse ragioni non hanno avuto in queste versioni sufficiente visibilità nella storia artistica del cantautore australiano. Come avranno ben capito i più lungimiranti, alla fine i pro hanno prevalso sui contro. Tuttavia, c'era ancora un elemento da porre sul piatto della bilancia, un nodo da sciogliere, il più importante di tutti, quello che decide il destino di un disco: l'ascolto. Non potevo conoscerlo a priori, ma ora posso accennarvi qualcosa, così, per fare le vostre scelte, potrete soppesare un'opinione in più, naturalmente se vi aggrada.
Il cofanetto consta di tre cd elegantemente raccolti in una scatoletta di cartone brossurato, che ostenta un nero lucidissimo. Al suo interno, però, manca qualcosa che ritengo molto importante per questo genere di pubblicazioni: un libretto esplicativo del contenuto. Le scarne indicazioni sulle canzoni sono stampate a caratteri microscopici sulle bustine che custodiscono i cd. Ma pazienza, una musica di alto livello è in grado di sopperire a queste "inezie". E tutto sommato nel complesso non è male. Sarà perchè ho una predilezione particolare per la voce cavernosa di cave (mi si passi la battuta), ma non mi sento di stroncare in toto quest'operazione. Alcune versioni acustiche - come "The Mercy Seat" - hanno davvero grande intensità, altri brani affascinano, come ad esempio "Where The Wild Roses Grow", forse in tal caso anche per la voce di Blixa Bargeld; altri ancora, invece, mi convincono un po' meno. Su tutti la cover di "What A Wonderful World" perché ha un'atmosfera alcoolica e gratuitamente cialtrona, che me la rende un po'fastidiosa. Però è sempre un piacere ascoltare brani come "Tower Of Song" di Leonard Cohen o le rasoiate della chitarra acustica in "Jack The Ripper". Nel complesso, insomma, l'ascolto presenta luci ed ombre.
A parte il primo cd, la sensazione generale è, manco a dirlo, di disomomogeneità ed alcune canzoni sembrano superflue,inserite più per far numero, ma è del tutto comprensibile vista la natura compilativa-celebrativa dei cd. In sintesi è una raccolta, importante, doverosa, tutto sommato ben fatta, piacevole, ma non sempre allo stesso livello. A questo punto non può che arrivare la domanda delle cento pistole: va acquistata? Dipende. Tutto è relativo al vostro grado di conoscenza ed amore per Nick Cave. Se avete tutta la sua discografia ed un pizzico di feticismo, se siete dei fan appassionati di vecchia data, pronti a perdonargli ogni debolezza, allora questo disco fa per voi, perché può rappresentare la conclusione di un discorso, che speriamo continui. In questo caso, anzi, il cofanetto potrebbe essere di vostro gradimento, perchè sarà come fare un excursus nella storia di un artista che amate e conoscete, passando attraverso ben 56 canzoni.
Se viceversa avete poco a che fare con la sua musica, allora datemi retta ed investite la vostra sporca pecunia per portarvi a casa qualche album storico come "Your Funeral... My Trial" o "The Good Son", rimandando quest'acquisto ad un'altra occasione. In altre parole, prima di assaggiare la marmellata, gustatevi la frutta.