Copertina di Nicolas Winding Refn Drive
popcornshooter

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Per appassionati di cinema d’autore, fan di thriller emozionali, amanti di storie intense e atmosfere rarefatte
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LA RECENSIONE

"Faccia da Picasso" di Ceccarini è il film più brutto, scorretto, stupido, fastidiosamente ignorante, orgogliosamente insignificante che mi sia mai capitato di vedere al cinema (non me ne voglia il regista). Uscito dalla sala ricordo che la prima cosa che feci fu prendere in mano Repubblica e vedere se per caso vi era una qualche recensione. C'era! Cioè non era una recensione erano due righe e più o meno dovrei ricordarmele a memoria: "La stagione cinematografica è appena iniziata e "Faccia da Picasso" già si candida come peggior film dell'anno".
Che c'entra con Refn? C'entra... Più o meno...
Va beh, cominciamo.

Allora; mettiamo subito le cose in chiaro: Refn è un regista che lascia tanto, ma che inevitabilmente, chiede qualche cosa pure allo spettatore. Quindi cari amici del lancio del pop corn, per una volta al cinema ci andrete senza sgranocchiare o lanciare niente. Esistono rari casi in cui la serietà è sinonimo di rispetto, e Drive, questo rispetto non si limita a pretenderlo: Drive se lo MERITA in ogni singolo fotogramma.

Cos'è Drive?
Drive è un film di silenzi e pause: metà film sono sguardi l'altra metà sentimenti sospesi. Drive è un film sentimentale travestito da film d'azione. Drive è una storia di solitudine e disillusione. Drive è la consacrazione di Ryan Gosling: non devi fargli dire o fare niente, è comunque perfetto. Drive è la storia di un autista della mala che si aggrappa a una famiglia distrutta per continuare a respirare. Drive è una storia di ribellione nei confronti della vita.

Drive è un film con i titoli di testa fucsia...

Drive è Drive. Indefinibile, inqualificabibile, inettichettabile. Shoegaze come sanno esserlo i film della Coppola e brutalmente noise quanto un film coreano. I sentimenti sulla celluloide diventano un velo che puoi toccare, annusare, a tratti sembra di poterli leccare. Ma dietro questo velo è sempre presente la possibilità di un declino umano totale, la possibilità di una violenza cieca e folle. C'è poco sangue, ma quando c'è disturba in maniera terrificante.

Non è facile parlare di un film del genere, è molto meglio ascoltarlo. Parafrasando Repubblica di un po' di anni fa' però posso dire che "La stagione cinematografica è appena iniziata e Drive già si candida a miglior film dell'anno. E forse anche a qualche cosina di più."

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Riassunto del Bot

La recensione esalta Drive di Nicolas Winding Refn come un film che unisce silenzi e sentimenti sospesi a momenti di violenza inquietante. Ryan Gosling si conferma protagonista perfetto in una storia di solitudine e ribellione. Il film richiede attenzione e rispetto dallo spettatore, proponendosi come un'opera intensa e difficile da etichettare, destinata a essere uno dei migliori dell'anno.

Nicolas Winding Refn

Nicolas Winding Refn (Copenaghen, 1970) è un regista, sceneggiatore e produttore danese. Autore della trilogia di Pusher e di film come Bronson, Valhalla Rising, Drive, Only God Forgives e The Neon Demon, ha vinto il premio per la miglior regia a Cannes 2011 con Drive. Ha firmato anche la serie Too Old To Die Young.
12 Recensioni

Altre recensioni

Di  Y2Jericho

 Con una sceneggiatura del genere un qualsiasi altro regista avrebbe tirato fuori un film mediocre e tamarro. Refn invece, è stato in grado di tirarne fuori un piccolo capolavoro destinato a diventare un cult del cinema moderno.

 Ryan Gosling riesce a comunicare davvero tanto anche con un semplice battito di ciglia, rendendo perfetto il suo personaggio silenzioso e sicuro di sé.