Copertina di Nine Inch Nails Hesitation Marks
klagenfurt85

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Per appassionati di musica industrial, fan di nine inch nails, ascoltatori di musica elettronica e alternative, cultori di musica sperimentale e storici del rock anni ’90 e 2000.
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LA RECENSIONE

Profeta del caos della carne, dell'apocalisse dei sensi, dell'ottundimento della ragione. Reznor è un genio per molti, un cialtrone per pochi (ma convinti). Tematicamente fu assai distante dagli artisti e gruppi industrial della decade a lui precedente (anni '80), e di notevole rottura con i clangori industrial. Musicalmente, invece, si rifece senza troppo sperimentare all'Electronic Body Music (EBM) e all'Industrial Dance Music (IDM), con qualche sporadico accesso metal. È numericamente impossibile tenere il conto delle copie vendute con marchio NIN, e ciò altro non fa che amplificarne la controversia; un artista che sulla civiltà post-industriale avrebbe realmente qualcosa da dire, e che decide di rivolgere il suo messaggio anti-messianico all'intero ecumene dei suoi fan/fedeli - non a pochi estimatori eletti - adoperando come vettore la sicurezza del già collaudato.

L'IDM aggiornato al Web 3.0 che presenta l'ultimo album in questione, "Hesitation Marks", difficilmente potrebbe proporre qualche sentenza in più all'ormai decretata e conclamata fine della civiltà industriale del '900, coi suoi anti-valori e (indirette) storture. Cosa c'entrerebbe il mondial-popolare Trent Reznor con i gruppi underground inglesi e tedeschi che anni prima traevano dall'estetica dell'apocalisse un malato autocompiacimento, che quasi sempre sottintendeva un'ossianica ossessione per la fine, spesso di matrice "voyeuristica"? Poco o nulla, almeno sul piano dell'apporto innovativo, ma abbastanza a livello concettuale. Abbastanza da potersi ergere a figura iconica della "seconda generazione X" degli anni '90.

All'epoca di "The Downward Spiral" [1994], nell'anno in cui gli Oasis confessavano le loro aspirazioni da starlet in "Rock 'n' Roll Star", Trent e compagni si struggevano in spirali di solipsismi nichilisti ("Heresy") e torbide fantasie sessuali ("Closer"). Un nichilismo pervicace che con gli anni avrebbe irrimediabilmente portato a degli "hesitation marks", "marchi da esitazione", i segni di tentati suicidi; segni indelebili di un passato sempre presente fatto di talento, tormento e contraddizioni. Il breve intro "The Eater of Dreams", l'unica traccia sperimentale dell'album, è un'invocazione ad una sorta di cerimoniale con echi sintetici à la SPK. Il resto si pone su strade battute negli '80 e asfaltate nei '90, anche (e soprattutto) per merito dei nostri. "Copy of A" e "Come Back Haunted" sono validi esempi di IDM in salsa alternative, "Find My Way" e "While I'm Still Here" strizzano l'occhio al dubstep, "Satellite" e "Running" al breakbeat; i brani restanti sono semplici variazioni sul tema. "I Would For You" e "In Two", infine, sono tra i momenti dei nuovi Nine Inch Nails che meglio ne rappresentano la nuova cifra stilistica, già però largamente "calcolata" nei loro ultimi album ("Year Zero" [2007], "The Slip" [2008] e le divagazioni dark ambient di "Ghosts I-IV" [2008]).

Una sintesi di nuovo e vecchio in una nuova forma di danza delle macchine, meno "robotica" e più "umana", più "commerciale" - meno "industriale". Più "capitalista". E (molto) meno "sofferta".

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Hesitation Marks' come un album che dialoga con la tradizione industrial e IDM, aggiornandola a una forma più umana e commerciale. Trent Reznor conferma la sua posizione iconica con un lavoro che riflette su tormenti e contraddizioni personali, ma con un suono meno cupo e più accessibile. L’album mette in luce differenti influenze musicali, dal dubstep al breakbeat, in un mix variegato. Sebbene non rivoluzionario, Hesitation Marks sintetizza il percorso artistico di NIN in modo coerente e maturo.

Tracce video

01   Disappointed (05:44)

02   Copy of A (05:23)

03   In Two (05:31)

04   While I’m Still Here (04:02)

05   Everything (03:20)

06   Came Back Haunted (05:17)

07   Various Methods of Escape (05:01)

08   In Two (05:32)

09   Running (04:08)

10   Find My Way (05:16)

11   All Time Low (06:17)

12   Satellite (05:03)

13   Find My Way (05:15)

14   Disappointed (05:44)

15   The Eater of Dreams (00:52)

16   I Would for You (04:33)

17   While I’m Still Here (04:03)

18   I Would for You (04:32)

19   The Eater of Dreams (00:53)

20   Everything (03:19)

21   Copy of A (05:22)

22   All Time Low (06:18)

23   Running (04:07)

24   Black Noise (01:29)

25   Came Back Haunted (05:17)

26   Black Noise (01:28)

27   Various Methods of Escape (05:01)

28   Satellite (05:02)

Nine Inch Nails

Nine Inch Nails sono un gruppo musicale statunitense fondato da Trent Reznor nel 1988. Considerati tra gli innovatori del rock industriale, hanno segnato profondamente la scena musicale alternativa dagli anni ’90 in poi, caratterizzandosi per suoni elettronici, atmosfere cupe, inquietudini esistenziali e l’inarrestabile spinta autodistruttiva di Reznor.
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