Che dire: questo album è davvero una chicca!!! Rappresenta un prezioso scrigno in cui è racchiuso in un universo sognante e smemorato il meglio della produzione dei Nirvana in chiave melodica. Gli eccessivi stridori di ascendenza punk che caratterizzano il sound dei tre ragazzi di Seattle sono qui completamente annullati, e lasciano il posto ad una atmosfera magica, straniante, dolcissima.
L'ascoltatore viene a poco a poco rapito dai semplici accordi delle chitarre acustiche, dalla straziante e melanconica voce di Kurt Cobain, carica di rabbia e di profondo dolore. Viene progressivamente avvolto dalle ricercate e intense melodie delle canzoni che, finalmente spogliate da ogni aspetto più estremo del grunge e da ogni grezzo retaggio della tradizione punk-rock, si mostrano in tutta la loro bellezza, in tutto il loro riscoperto valore.
Inconfondibile la voce di Kurt Cobain, ammirevole la bravura di Krist Novoselic e di Dave Grohl in lunghi e coinvolgenti assoli di chitarra: un album assolutamente imperdibile, che tutti gli appassionati di musica devono assolutamente ascoltare per poter conoscere in pezzi come "About a girl", "Come as you are" e "All apologies" una veste insolita e imprevista della storica band.
Brividi. Magici brividi.
Quasi un preludio a quello che sarebbe accaduto pochi mesi più tardi.
Forse il disco dal vivo più bello della storia della musica.
Un disco delicato, tenero: per quanto sia basso il volume, la voce di Cobain è sempre in primo piano.
L’emozione di quel live è legata solo al nostro egoismo, alla nostra fantasia sovraeccitata, all’impulso incosciente di voler creare miti.
Cobain non ti guarda, fugge la telecamera, beve un thè. Disagio, noia, imbarazzo. Altro che poesia ed emozione.