Copertina di No Age Live @ La Maroquinerie - Paris
Pollack

• Voto:

Per appassionati di punk rock, fan della musica indipendente, amanti dei concerti dal vivo e chi cerca esperienze musicali intense e autentiche
 Dividi con...

LA RECENSIONE

La scusa ufficiale è che nessuno mi ha accompagnato al primavera a Barcellona, per cui mi sono trovato con qualche soldino da parte e del tempo libero per sfruttare un materassino a casa della mia fidanzata dell'asilo che ora è in erasmus a Parigi.
La sera prima di partire guardo interviste di Spunt e Randall fino alle 5 del mattino, hanno un attitudine che mi piace, non se la tirano, sono punk nel senso puro della parola, dormono nei divani di chi li ospita e con la loro musica fanno si che "Minor Threat", "My Bloody Valentine" e "Pop" stiano nella stessa frase senza pregiudicarne il significato.

13 ore e un taglio di capelli dopo scorrazzo bellamente in suolo parigino, rendez vous a Republique con la mia amica, una birra in un bistrot dove vengo discriminato da due venezuelani muscolosissimi per la mia eterosessualità, e arriviamo alla Maroquinerie in tempo per vedere la fine del primo gruppo.

I No Age iniziano a fare i suoni, abbastanza spartanamente, e dieci minuti dopo iniziano con Miner, la prima del loro ottimo "Nouns". Il suono è bello ruvido, veloce e compatto, gli urlacci di Dean quasi non si sentono, ma chissene frega, sono i sentimenti quelli che ci interessano, i sentimenti e il sudore, e si vede benissimo che i ragazzi sul palco stanno dando tutto quello che hanno, che poi nessuno di questi francesi pirla con i tappi per le orecchie in prima fila balli, non è colpa loro.
Il concerto continua e almeno per me e per uno zio vestito con una giacca dell'esercito francese dell'800 è intensissimo, lui addirittura impazzisce di fronte alla cassa, io vabbè sono sano e non lo assecondo fino a quel punto, Randall scende dal palco e suona Everybody's Down addirittura in mezzo alla pubblico, ma niente i francesi, escluso uno zio che continua a fare versi da cowboy, sono impassibili.

Stronzi io volevo ballare.

I ragazzi sul palco non sembrano risentirne e continuano per la loro strada, senza rallentare un minimo.

Per fortuna che con l'ultimo pezzo, penso Ripped Knees, un bisteccone passa dietro dicendo a tutti "wake up", mi giro, lo guardo, gli sorrido, una spallata ed iniziamo a pogare noi due e basta in mezzo alla pista, vuoto intorno, francesi presi malissimo ed io strafelice.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione racconta con passione l'esperienza al concerto dei No Age a Parigi, evidenziando l'energia grezza e sincera della band. Nonostante un pubblico parigino poco coinvolto, la prestazione intensa e autentica dei musicisti crea un'atmosfera vibrante. Il recensore trasmette il sudore e i sentimenti del live, apprezzando l'attitudine punk senza fronzoli della band. Un racconto personale che valorizza l'impatto emotivo e l'onestà artistica del gruppo.

No Age

No Age è un duo di Los Angeles formato da Randy Randall e Dean Allen Spunt, emerso dalla scena DIY legata a The Smell. Hanno pubblicato Weirdo Rippers (2007), Nouns (2008, Sub Pop), Everything in Between (2010), An Object (2013), Snares Like a Haircut (2018), Goons Be Gone (2020) e People Helping People (2022).
05 Recensioni