Copertina di Obituary Don't Care
GenitalGrinder

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Per appassionati di death metal, fan degli obituary, cultori di metal anni ’90, ascoltatori di musica heavy e thrash
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LA RECENSIONE

Caldo, caldo infernale nelle ultime giornate; ho bisogno come non mai del Death Metal. Ed oggi ci pensano gli Obituary; una delle primissime band a cimentarsi con questi abominevoli suoni. Si formano in Florida, precisamente nella città di Tampa, già nella prima metà degli anni ottanta. Prima di questo singolo autori di tre album a dir poco maligni, profondi ed oscuri: "Slowly We Rot", "Cause Of Death" e "The End Complete". Tre capolavori, poche storie.

Nel Luglio del 1994, dopo una pausa discografica di oltre due anni, pubblicano l'Ep di cui mi occupo. Una triade di brani che fanno da antipasto all'album "World Demise" che uscirà nel Settembre dello stesso anno; si affidano per l'ennesima volta alla produzione di Scott Burns. Personaggio senza bisogno di presentazioni per chi come me apprezza questi particolari suoni.

Un'immagina di copertina che ricorda quella di "Animals" dei Pink Floyd; con un'unica evidente differenza. Qui le ciminiere immettono una esagerata quantita di fumi industriali che vanno ad oscurare il già livido cielo. E fanno da contorno al nero ed affilato logo della band che domina dall'alto l'inquinata scena.

Il baratro spettrale di "Don't Care" apre il martirio; è il latrato bavoso di John Tardy a dare inizio al brano. Gli strumenti costruiscono intorno al leader un muro sonoro spaventoso. Un mid-tempo dalle movenze gigantesche, con un lancinante assolo di chitarra; fino al finale dove la canzone d'improvviso si arresta; consigliata la visione del video ufficiale.

Si va avanti in egual maniera con la lunga "Solid State"; un suono sempre controllato, pastoso, flemmatico. Poi d'improvviso ecco l'attesa virata, l'attesa accelerazione che tramortisce. La velocità si fa dirompente, esagerata con quel cantato che assume sembianze inumane; la batteria diventa vorticosa e le chitarre disegnano fraseggi che ricordano gli Slayer.

Ancora una canzone e siamo in vista dell'arrivo, davanti alle porte dell'Inferno: "Killing Victims Found" altro macigno di primitiva potenza e siderale velocità. Un magma sonoro nerissimo, compatto che tutto distrugge nel suo furioso incedere: benvenuti nel mondo infestato degli Obituary.

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'EP 'Don't Care' degli Obituary come un lavoro di death metal autentico e potente, in linea con la loro lunga e influente carriera. Viene sottolineata la qualità della produzione di Scott Burns e l'intensità delle tracce, descritte come macigni sonori che evocano atmosfere oscure e spettrali. Il singolo anticipa il successivo album 'World Demise' e conferma la band come punto di riferimento del genere.

Tracce testi

03   Killing Victims Found (05:04)

Obituary

Gli Obituary sono una band death metal statunitense originaria di Tampa (Florida), considerata tra i gruppi fondamentali della scena death metal floridiana. Sono noti per un sound pesante e spesso cadenzato, e per lo stile vocale distintivo di John Tardy.
17 Recensioni