Copertina di Obituary Obituary
De...Marga...

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Per appassionati di death metal, fan degli obituary e della scena metal estrema, ascoltatori di musica heavymetal vintage e moderna
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LA RECENSIONE

"The 10th studio album from the death metal legends is as heavy, uncompromising and infectious as anything in their historic 30 year career!"

Così è scritto sul sito web della band floridiana; per uno dei lavori da me più attesi per quanto riguarda il vecchio ed (in)sano Death Metal.

Gli Obituary sono stati, insieme ai Death ed ai Morbid Angel, i padri putativi di un genere musicale; sono rimasti solo e soltanto loro a tener botta. I Death non esistono più da una quindicina di anni, mentre i Morbid Angel...lasciamo perdere che è meglio visto la nefandezza assoluta del loro ultimo disco del 2011.

Ma oggi voglio parlare solo e soltanto del "Necrologio Funebre" e del loro decimo lavoro, pubblicato lo scorso Venerdì 17 Marzo e già in mio possesso.

Copertina meravigliosa nel sua cruda repellenza.

Metto il cd nello stereo e premo il tasto Play.

Vengo letteralmente investito dall'accoppiata iniziale "Brave" e "Sentence Day"; un tuffo al cuore perchè sembrano davvero due brani del loro glorioso passato, periodo "The End Complete" del 1992. Il latrato bavoso di John tiene testa alla spasmodica velocità di esecuzione di queste due autentiche fucilate. Death Metal primordiale senza nessuna ricerca: inquadrati nei loro suoni così cupi, profondi. Con gli urli continui del vocalist che danneggiano il mio già malmesso apparato uditivo. Un inizio dirompente che mi conferma per la milionesima volta la bravura, demoniaca, della band.

Il dannato viaggio prosegue con una serie di canzoni di una pesantezza granitica; lasciano da parte la velocità e la mettono sul piano fisico. Mid-tempo cadenzati, che ti avvolgono in spirali mortali come avviene in "Turned to Stone". Quattro minuti infernali, con il suono delle due chitarre così "sotterraneo" da incutere puro e semplice terrore. Minuti infiniti, che non si concludono mai da tanto asfissianti; fino all'esplosione nucleare sul finire quando tutti gli strumenti si coalizzano andando a creare un muro sonoro distruttivo.

Ho letto in rete un paio di recensioni che mi hanno fatto sorridere perchè si punta il dito sugli Obituary e sulla loro staticità musicale: "Sono sempre uguali, non hanno mai provato a variare il loro sound, blah blah blah". Mi chiedo perchè dovrebbero "svoltare" dopo trent'anni di gloriosa carriera; che senso avrebbe?. Li trovo ancora una vera e propria forza della natura ed in quanto a cieca violenza sono, insieme ai Napalm Death, dei maestri inarrivabili...Ten Thousand Ways to Die...

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta il decimo album degli Obituary, definendolo un ritorno potente e autentico alla loro storica formula death metal. Viene sottolineata la crudezza e la pesantezza dei brani, con un sound cupo e profondo, e la continuità di stile della band nonostante gli anni. L'autore respinge critiche sulla staticità musicale, apprezzando la forza e la violenza sonora incontestata degli Obituary che si confermano maestri del genere.

Tracce

01   Brave (02:15)

02   Ten Thousand Ways To Die (03:16)

03   No Hope (03:21)

04   Sentence Day (02:49)

05   A Lesson In Vengeance (03:08)

06   End It Now (04:02)

07   Kneel Before Me (03:05)

08   It Lives (03:24)

09   Betrayed (03:01)

10   Turned To Stone (04:13)

11   Straight To Hell (03:57)

Obituary

Gli Obituary sono una band death metal statunitense originaria di Tampa (Florida), considerata tra i gruppi fondamentali della scena death metal floridiana. Sono noti per un sound pesante e spesso cadenzato, e per lo stile vocale distintivo di John Tardy.
17 Recensioni