Copertina di Oblivians Popular Favorites
Pinhead

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Per amanti del garage-punk, appassionati di rock alternativo e cultori di band underground degli anni '90.
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LA RECENSIONE

Quanto può cadere in basso, la fedeltà?

Chiedere agli Oblivians, tre brutti ceffi, i fratelli di note Eric, Greg e Jack Oblivian, e già per il nome d'arte che adottano c'è da volergli bene dell'anima.

Chiaramente suonano garage-punk ed incidono per la Crypt Records.

L'esordio è del 1995 – «Soul Food» – e di filato, subito a ruota, viene fuori questo «Popular Favorites» ed in copertina c'è un tizio che mostra una t-shirt con l'invito a far fuori un punk nel nome del rock'n'roll.

I ragazzi vengono da Memphis e, perciò, è un dato di fatto che il rock'n'roll scorre abbondante nelle loro vene. Ma loro, il rock'n'roll lo sbrindellano con una grevità fino ad allora inaudita ed il contemporaneo Jon Spencer, a confronto, pare una pudica educanda.

Batteria e due chitarre – chi suona cosa e come, sono dettagli insignificanti – niente basso. E se la fratellanza li appaia ai Ramones, la scelta strumentale li accomuna agli indimenticabili Cramps … solo molto più lerci e fuori di testa: «Do The Milkshake» è Lux Interior che si rotola nella porcilaia avvinghiato a Poison Ivy, ed immaginate quello che volete.

Suoni sporchi, urla belluine, strumenti maltrattati al limite dello sfinimento: va avanti così, dall'inizio alla fine, da «Christina» ad «Emergency», su tutto si ergono «Bad Man» e «She's A Hole».

Un amorevole massacro lungo la nuova frontiera del garage-punk, ancora oggi invalicata.

Un'istituzione, e non serve spendere tante parole quando se ne parla; solo, ascoltare a massimo volume.


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Riassunto del Bot

Popular Favorites degli Oblivians è un album fondamentale del garage-punk, caratterizzato da suoni grezzi e una energia fuori controllo. Provenienti da Memphis, i tre fratelli Oblivian rivisitano il rock'n'roll con un'intensità unica e minimale. L'opera rappresenta una frontiera nuova e ancora oggi insuperata del genere, da ascoltare a tutto volume. La recensione sottolinea la loro originalità e potenza come autentica istituzione punk.

Tracce video

01   Christina (02:00)

02   Trouble (01:58)

03   The Leather (03:06)

04   Guitar Shop Asshole (01:26)

05   Hey Mama, Look at Sis (01:47)

06   Part of Your Plan (02:12)

07   Do the Milkshake (05:16)

08   Strong Come On (01:29)

09   She's a Hole (01:43)

10   Bad Man (02:40)

11   He's Your Man (02:13)

12   Drill (01:21)

13   You Better Behave (01:45)

14   Pinstripe Willie (01:25)

15   You Fucked Me Up, You Put Me Down (01:55)

16   Emergency (01:57)

Oblivians

Trio garage-punk di Memphis formato da Greg Cartwright (Greg Oblivian), Jack Yarber (Jack Oblivian) ed Eric Friedl (Eric Oblivian). Niente basso: due chitarre e batteria, spesso scambiandosi gli strumenti. Esordi su Crypt Records, classici come Soul Food e Popular Favorites, incursione gospel/blues con Mr. Quintron. Sciolti a fine ’90s, di nuovo in pista dal 2009; nel 2013 hanno pubblicato Desperation.
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