Copertina di Ornella Vanoni Live At Blue Note
primiballi

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Per appassionati di musica italiana, fan del jazz, estimatori della voce femminile d'autore, ascoltatori di concerti live di qualità.
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LA RECENSIONE

La voce di una vecchia dea.

E la divinità, si sa, non ha età. Dunque, semplice ed altissima, la voce di una dea che, incidentalmente, si avvicina agli ottanta come pochi hanno diritto ed onore di sperare.

E qui non siamo nella piazzetta da salamini e mazurkette che ospitano solitamente le note delle vecchie glorie. Qui siamo al Blue Note, succursale milanese del tempo/marchio americano. Insomma: non il live qualunque. Ma neanche un concerto jazz. Un'opera che unisce astuzia e capacità, paraculismo e tecnica, furberia ed anima. Insomma: le caratteristiche di una vera artista, invecchiata bene.

Pochi, tutto sommato, i classici del repertorio della Vanoni. E tante, tante, tante cover.

Tutte belle? Forse. Sicuramente Ornella, come Mina, può cantare quel che vuole, come prima di lei Frank o Chet, per dire i primi due che -non certo a caso- mi vengono. Veri Re Mida della voce.

Ed ecco allora che sembra un bravo autore persino Antonacci, che un Ron (per me) già declinante sembra un maiuscolo, e che tutto, in breve, gira per il verso giusto. Persino i suoni sono notevoli (la mia perizia tecnica, sul punto, è piuttosto limitata, ma l'opera mi par esser molto ben registrata e post-prodotta). Tutti suonano da dio, e la dea del vibrato (forse un po' accentuato, com'è normale, per tutti, anche gli dèi, con l'età) vola altissima e perfettamente intonata, come sempre.

Splendida poi l'idea del lasciare tutti gli interventi parlati, pregiandoli di tracce autonome. Divertenti e divertiti. Obiettivamente "vanonissimi", ed è come sentirsi a casa. Era, forse la è ancora, forse non l'è più..., l'Italia che ci piaceva. Quella che esaltava, e premiava le eccellenze, non le mediocrità televisive da stanco laboratorio tanto lucido quanto vuoto.

Insomma, un disco che conferma un principio che già sapevamo, ma che, come tutte le certezze, ha bisogno di periodici e rassicuranti conferme: la Vanoni, insieme a Mina, sta a centomila anniluce dalle altre, irraggiungibile neanche a curvatura nove.

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Riassunto del Bot

Il live di Ornella Vanoni al Blue Note è una celebrazione della sua voce potente e senza tempo, capace di emozionare anche dopo molti anni di carriera. L'album unisce cover accuratamente scelte con interpretazioni autentiche, supportate da una registrazione eccellente. La recensione sottolinea la classe e l'alchimia musicale presente nell'opera, definendo Vanoni una vera divinità del canto.

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni (Milano, 1934) è cantante e attrice italiana. Debutta al Piccolo Teatro con Giorgio Strehler e Dario Fo, imponendosi con le Canzoni della mala. Dagli anni ’60 abbraccia la canzone d’autore e, negli anni ’70, la bossa nova con Vinícius de Moraes e Toquinho. Protagonista di una lunga carriera tra studio e palcoscenico.
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