"Sanity now it's beyond me
There's no choice"
Siamo nel 1981 quando Ozzy Osbourne, ex frontman dei leggendari Black Sabbath, manda in scena la sua opera più riuscita, "Diary Of A Madman".
Dopo aver trascorso tutti i 70's a decantare sui palchi di mezzo mondo di morte, droghe, incubi e fobie con la sua band madre, nel '79 viene cacciato a causa dei suoi eccessi, ritrovandosi senza un lavoro e senza un amico. Decide cosi di rinchiudersi in una stanza d'albergo a Los Angeles, accompagnato come al solito da alcool e cocaina. Sarà grazie all'aiuto della futura moglie Sharon Arden che riuscirà ad uscire da questa situazione: in breve tempo mette in piedi quella che più che una band sembra un supergruppo: gli ex-Uriah Heep Lee Keerslake dietro le pelli e Bob Daisley al basso, lo straordinario Don Airey alle tastiere, che pur avendo un impostazione classica suonerà con molti dei migliori gruppi hard rock, ed il valore aggiunto Randy Rhoads, vera stella del gruppo, in precedenza nei Quite Riot.
Dopo l'eccellente "Blizzard Of Ozz" uscito nel settembre dell' '80 e il trionfale tour a seguire, la band ha abbastanza idee per l'uscita di un nuovo LP, tanto che nelle ultime date del "Blizzard Of Ozz Tour" compaiono in scaletta due nuove composizioni, "Believer" e "Flying High Again". La band viene sostanzialmente confermata, con la sola eccezione di Don Airey, impegnato con altri progetti, sostituito dal misconosciuto Johnny Cook. Nel gennaio 1981 (a soli quattro mesi dall'uscita del primo album) la band agli ordini di Osbourne torna in studio, spinta dalla casa discografica che vuole sfruttare l'inaspettato successo di "Blizzard...". Le registrazioni termineranno nell'aprile dello stesso anno, per quanto Ozzy non sia completamente soddisfatto ("Mi piace tantissimo quell'album, ma penso ci siano delle parti che sarebbero potute essere migliori con un po' di tempo in più. Ma allora non avevamo il tempo..." dichiarerà lo stesso Madman molti anni dopo). Questo "Diary..." porta avanti il discorso iniziato col precedente album, sviluppando però trame più cupe, intense ed omogenee, con testi che ben rappresentano lo squilibrio e le fobie umane, come scriverà il cantante in una lettera ai fan risalente proprio alla pubblicazione di DOAM:
"I have become infatuated with the feeling of horror. My fascination with life's phobias has manifested itself on this new record".
Pur essendo innegabile che Ozzy nel corso degli anni abbia costruito il suo personaggio attorno a questi clichè, ci troviamo di fronte a una rappresentazione quasi teatrale nella quale il protagonista dell'opera non è poi cosi lontano dall'uomo che lo interpreta, quel John Michael Osbourne dalla personalità fragile ed insicura che vince soltanto con un microfono in mano o quasi. L'album è un po' la summa della produzione del cantante di Birmingham, a cominciare dall'apertura affidata a "Over The Mountain", elettrizzante pezzo introdotto da due giri di batteria, band sugli scudi che accompagna un Ozzy in palla che con la sua voce potente e rotonda racconta delle sue visioni mistiche. A trascinare il disco nelle classifiche ci pensa il singolo "Flying High Again", eccellente inno rock'n'roll dedicato ancora una volta alle droghe, con stupendo assolo di Randy nella parte centrale.
Dopo un inizio col botto una chitarra acustica rallenta momentaneamente il ritmo, "You Can't Kill Rock And Roll" è una canzone in cui il Madman si scaglia ferocemente contro il suo manager Don Arden (stessa cosa accadde nel '75, quando i Sabbath scrissero "The Writ" e intitolarono il loro disco "Sabotage" in riferimento al loro allora manager Patrick Mehan, reo di avergli rubato gran parte dei guadagni), mentre musicalmente se Rhoads ci regala un dolce arpeggio nelle strofe, sfodera un poderoso riff hard rock nei ritornelli e nelle parti soliste a metà e in chiusura della canzone. Un sinistro giro di basso ci conduce alla cupissima "Believer", pezzo dall'incedere lento e minaccioso che vede il "Pazzo" criticare il fanatismo religioso, tirando fuori ancora una volta delle lyrics ispiratissime ("I'm a believer, I ain't no deceiver, mountains move before my eyes", tra le linee più interessanti) come raramente gli capiterà in futuro. Ed in effetti i testi aggiungono sicuramente spessore ad un lavoro di per se monumentale, pur affrontando temi già trattati, in "Diary..." essi lo fanno in maniera dissacrante e tutt'altro che scontata.
Il secondo lato dell' LP si apre così come accade nella prima facciata con un giro di batteria, che introduce "Little Dolls", hard rock ritmato che si segnala soprattutto per uno spettacolare intermezzo melodico creato dal nulla dalle mani di Randy Rhoads, anche se probabilmente ci troviamo di fronte alla composizione meno esaltante dell'opera. Dopo esser stato in disparte fino ad ora è il turno di Johnny Cook, mani sul piano per dare vita a "Tonight", splendido lento del disco in cui l'ex Sabbath interpreta la parte dello sconfitto, forse il pezzo in cui il "Madman" rappresentato e John Michael si fondono in una sola persona. Un cupo arpeggio acustico fa quindi da preludio alla vera gemma nascosta dell'album, "S.A.T.O.", dopo pochi secondi diventa uno sfrenato hard rock in cui il protagonista principale è ancora una volta Randy con un lungo assolo nella parte centrale e con continue variazioni al tema centrale.
Controversa poi la questione sul significato delle quattro lettere che vanno a comporre il titolo, al qual proposito sono emerse due tesi principali: la prima propone come soluzione "Sailing Across The Ocean", titolo sicuramente affascinante e apparentemente corretto, sostenuto a tal proposito dai continui riferimenti a navi, affondamenti, rive, navigazione e quant'altro, mentre la seconda sostiene che il significato reale sia "Sharon Arden Thelma Osbourne", forse meno accattivante della prima interpretazione ma probabilmente più vicino alla realtà. Al tempo infatti Ozzy era sposato con Thelma Louise, divenuta sua moglie nei primi anni '70, ma aveva da qualche tempo conosciuto Sharon Arden, con la quale aveva in breve stretto un'amicizia speciale, fino ad innamorarsi di lei. Sembra quindi analizzando le lyrics del brano che sotto forma di metafora Ozzy si rivolga a Thelma prospettando la fine della loro relazione ("Is this voyage coming to an end" canta infatti nell'ultima strofa del pezzo). Tuttavia le trame cupe e il canto disperato sembrerebbero legarsi alla perfezione con la storia di un marinaio, portandoci così a pensare che probabilmente la verità stia nel mezzo.
A chiusura del viaggio un arpeggio sempre più opprimente ci conduce a "Diary Of A Madman", forse la composizione più bella dell'album e sicuramente la più intensa e suggestiva. Dopo qualche secondo la chitarra acustica viene raggiunta dal resto della band (e da una chitarra elettrica sovraincisa) in quella che sembra l'atmosfera che accompagna l'esecuzione del condannato da parte del boia (cit. rockline.it). Il testo è un capolavoro horror, cantato in maniera struggente dal Madman che realizza forse la sua prestazione più intensa e riuscita, almeno per quanto riguarda la sua carriera solista.
"Diary Of A Madman" più chè un semplice album è una piccola opera rock, assieme al successivo "Bark At The Moon" il disco più teatrale della carriera del musicista inglese, che con un po' di inventiva avrebbe potuto ricevere una rappresentazione visiva, almeno come cortometraggio. Ha comunque avuto uno sviluppo grafico, il "Diary Of A Madman Tour" (che prende anche il nome di "Night Of The Living Dead") si svolge in un palcoscenico con alle spalle un vecchio castello, delle fiaccole e con un Ozzy che entra in scena con un crocifisso in mano e che nello svolgersi del concerto provvede a strapparsi letteralmente i vestiti di dosso. Come se non bastasse, oltre alla band (che per il tour abbraccia nuovamente Don Airey) lo spettacolo vede un nano truccato da diavolo con tanto di toga nera da setta satanica entrare in scena più volte per portare l'acqua al cantante, nano che poi a un certo punto dello show verrà regolarmente impiccato (in maniera finta, occorre precisare) tra il delirio dei fan. Inoltre Ozzy a ogni spettacolo tira carne cruda alla folla, che di conseguenza si munisce di altra carne ed animali morti che verranno gettati sul palco. Questo avrà una certa rilevanza negli eventi successivi.
Il tour vive almeno due momenti che cambieranno per sempre la storia della band e di Osbourne in particolare: il 20 gennaio 1982 "Il Pazzo" stacca la testa a un pipistrello pensando che sia un pupazzo tirato dal pubblico, ma il sangue che cola dalla bocca gli fa capire che non è cosi; rapida corsa all'ospedale e concerto sospeso, da quel momento in poi il pipistrello diventerà il simbolo del rocker. Il secondo segna in maniera netta la storia della musica: il 19 marzo dello stesso anno muore a soli 26 anni lo straordinario chitarrista Randy Rhoads, vittima di un incidente aereo il giorno stesso in cui si sarebbe dovuto tenere un concerto. Il Madman porta a termine il tour con l'alternarsi di diversi chitarristi, tra cui Bernie Tormè e Brad Gillis.
"Diary Of A Madman" rimane l'ultima testimonianza in studio dell'axeman, e di una band che non si sarebbe più espressa a quei livelli. Ozzy nel corso degli anni darà vita a decine di line-up diverse, realizzando dischi eccellenti ma senza riuscire a ricreare completamente la magia di questo irripetibile Lp: questo "Diario di un Pazzo" è davvero un racconto fatto di follia, sogni, visioni allucinate e tanta energia.
Let The Madness Begin
Impossibile dimenticare la magistrale "Over The Mountain" o la brillante ballad di "You can't kill rock and roll".
Questo album è il testamento di Randy Rhoads, un'eredità che Ozzy egregiamente porta avanti.