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Uno dei motti preferiti di mia zia era "Meglio tardi che tordi..." però con "TI RICORDI GLI STORNI CHE A STORMI" il poeta nonsensista (nonchè pittore) Antonio "Toti" Scialoja va molto oltre con questa sua poesiola: Ti ricordi gli storni che a stormi nei tramonti dei nostri bei giorni quando i treni si fanno notturni attorniavano Terni e dintorni? Bei tramonti che accesero Terni rispecchiandone il fuoco dei forni mentre i cieli diventano inferni taciturni se ruotano stormi. Neri stormi sui monti di Terni che di sera perdendo i contorni frastornavano i nostri ritorni con l’eterno stormire degli orni. Son trascorsi gli autunni e gli inverni sono andati e tornati gli stormi sulla Nera su Terni su Narni sulle pere forate dai vermi.
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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