Copertina di Painkiller Vol.12
iusedme

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Per appassionati di musica sperimentale, fan di john zorn, estimatori di free jazz e noise, ascoltatori curiosi di opere d'avanguardia, critici musicali
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LA RECENSIONE

Ora dirò una bestemmia. Ma secondo me ci sta. A volte, anche se molto raramente, Zorn esagera. Risultato? Una interminabile rottura di cazzo. E questo disco che celebra i suoi cinquant'anni è una di quelle rotture di cazzo che non ti vorresti mai aspettare da uno come lui.

Tre pezzi, due dei quali ("Your Inviolable Freedoms" e "Dpm")sono lunghissime e noiosissime improvvisazioni free jazz e noise (accettabilissimo) più un po' di merda spalmata qua e la' (che trova difficili spiegazioni). E' come se l'album vomitasse suoni, c'è voglia di strafare, ci sono molte soluzioni improbabili, c'è una voce, quella di Mike Patton (Faith No More) che è tutta da vedere in un determinato contesto. Insomma, c'è un disco non riuscito di un grande artista, un genio, uno che va al di là di tutte le avanguardie, uno che ci ha quasi sempre spiazzati. D'altra parte è difficile mantenere alti livelli quando si registrano cosi tante cose, quando si hanno cosi tante collaborazioni, quando si ha voglia di sperimentare, quando ci si chiama John Zorn. A volte bisognerebbe fermarsi a ragionare prima di fare un disco. E pensare magari di fare meno cose, ma meglio.

Ok, detto questo, Zorn rimane un genio. Se lo volete ascoltare sul serio, comprate qualcosa d'altro.

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Riassunto del Bot

La recensione esprime delusione verso Painkiller Vol.12, album che celebra i 50 anni di John Zorn. Nonostante l'estro dell'artista, l'opera risulta eccessiva, con lunghi pezzi improduttivi e improvvisazioni noiose. Viene evidenziato un eccesso di sperimentazione e collaborazioni che penalizzano la qualità complessiva dell'album. Tuttavia, Zorn resta un genio, consigliando di ascoltare altri suoi lavori.

Painkiller

Painkiller è il trio formato nel 1991 da John Zorn, Bill Laswell e Mick Harris, noto per la collisione brutale tra free jazz, grindcore e dub. Dopo due uscite fulminanti su Earache e il monolite ipnotico Execution Ground, il gruppo ha continuato con apparizioni e live selezionati.
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