Copertina di Paolo Rossi In Italia Si Sta Male
Lesto BANG

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Per appassionati di musica italiana, critici musicali, fan di rino gaetano, spettatori del festival di sanremo, persone interessate alla storia della musica e alle dinamiche di mercato discografico
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LA RECENSIONE

In Italia TUTTO si santifica e tutto serve a vendere, si dice… parole sante, a quanto pare!
Ora per esempio, parliamo di questa “Marchettona di Lusso” fatta dal nostro Paolino Rossi e da questo suo personaggio con l’aria perennemente da mezzo tossico che pare essersi svegliato 3 minuti prima di quando lo si vede.

Ora, se un artista come Rino Gaetano (a mio avviso anche un pelino sopravvalutato, ma mai nessuno si sognerebbe di dirlo…) decide di tenersi nel cassetto una canzone e/o di NON PUBBLICARLA in ogni caso, un motivo ci sarà no?! Se lui cazzeggia con la chitarra su un demo e poi non lo sviluppa, ci sarà stato un pur nobile motivo per farlo desistere dall’impresa, O SBAGLIO? O tutti creano SEMPRE capolavori secondo voi?!

Ora si da il caso che la sorella del defunto Rino (pace all’anima sua) trovi il suddetto provino (che fondamentalmente è una canzoncina assolutamente banale e sciocca zeppa di luoghi comuni – e qui ci sta anche l’ironia passata di Rino - e che passerà al dimenticatoio in men di 15 giorni), lo dà alla Claudia “The Cash” Mori che lo gira a Mauro “Prezzemolo” Pagani che la rigira a sua volta a Paolino “Furbetto” Rossi… insomma, un giro vizioso per cosa?
Per fare andare il Rossi al Festival di SanRemo e ringarzullire la presenza televisiva del nostro menestrello spiatellando versi tipo: «In Italia si sta male/si sta bene si sta male/si sta bene si sta peggio/qua si sta come si sta», un paese dove «c'è l'amore/da quando nasce a quando muore/se sei brutto o se sei bello/se sei ricco oppure no» oppure l’attacco di “In Italia ci sta il mare/Per nuotare e per pescare/Con le spiagge tutte bianche/Gli ombrelloni stesi al sole/In Italia si sta be-ne/In Italia ci sta il sole/ Per asciugarsi quando piove”.

Ripeto, non si capisce il senso artistico di un’operazione fondamentalmente tristanzuola come questa, tutta fatta attorno al nome di Rino Gaetano, usato qui più come specchietto mediatico per le allodole, ossia per orde di cronisti e agenzie di stampa sempre avide di tutto (ne hanno parlato giornali e media per giorni) che per meritati valori artistici. Qui infatti di “arte”, perdonatemi ma ce n’è gran poca, come giustamente capì il defunto compagno che, accortosi della mezza stronzata, abbandonò la canzone al dimenticatoio (ignaro di quello che ne sarebbe stato).
Per me un’operazione così resterà solo un segnale di GRAN POCO rispetto per Rino (che si sarà rivoltato nella tomba a vedersi spiatellato a sua insaputa un suo momento privato e del tutto abbozzato a 30 milioni di italiani! ) e una GRAN FURBATA da parte di chi ha gestito l’operazione a fini commerciali ed economici.

Quel che dico è: un provino è un provino, cazzarola. Andare a raccattare nella pattumiera di un artista scampoli di canzoncine idiote che l'artista originale aveva rifiutato per ricavarne notorietà e attenzione non è mai un bel segnale, indipendentemente dai giudizi qualitativi (qui assai rilevanti) dell’opera riesumata.
Certo che sta famiglia allargata dei Rossi (tra Blasco, Paolo, Valentino etc) non si sa chi sia il più furbetto, eh? ;-)

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Riassunto del Bot

La recensione critica l'operazione di pubblicazione di un provino inedito di Rino Gaetano da parte di Paolo Rossi. Viene considerata un'operazione commerciale e poco rispettosa, priva di reale valore artistico. L'autore sottolinea come il provino, probabilmente scartato dallo stesso Gaetano, sia stato strumentalizzato per ottenere visibilità mediatica. L'intera iniziativa viene vista come un'occasione persa e una mancanza di rispetto verso l'artista scomparso.

Paolo Rossi

Comico italiano autore di album e spettacoli; registrazioni citate nelle recensioni coprono il periodo 1988-1994 e alcuni brani furono passati in radio nel 1993.
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