Copertina di Parenti Casa Di Carne
Kiodo

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Per appassionati di rock italiano contemporaneo, pubblico locale curioso, ascoltatori in cerca di musica autentica e testi profondi, fan di nuove band emergenti.
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LA RECENSIONE

Conosco troppo poco nel personale questi musicisti per doverne parlare bene ad ogni costo. Conosco troppo bene la scena musicale a “chilometro zero” della bassa romagnola per restare indifferente di fronte al debutto dei Parenti su full-length.

“Casa Di Carne”, sulla carta, non è qualcosa per la quale gridare al miracolo, ma è la pubblicazione migliore affacciatasi a questi lidi - sempre più infestati di tribute band hard rock da sagra del salame in graticola - da diverso tempo a questa parte, il che di per sé una notizia.

Musicalmente parlando siamo al cospetto di un rock levigato e saturo, offerto da un combo capace di padroneggiare con una discreta personalità i diversi spettri umorali che vanno stratificandosi lungo le 8 tracce.

Sotto l’aspetto dei contenuti non si tratta di un disco facile, ed è probabilmente questo aspetto a custodirne il fascino.

C’è da sporcarsi mani e cuore, prima ancora che l’orecchio, rovistando fra ingombranti mercanzie e tutti i riferimenti necessari ad orientarsi in mezzo alle tematiche del disco.

L’empatia si modella con gli ascolti, così le figure retoriche caratterizzate all’interno dei testi diventano più familiari ad ogni passaggio.

C’è tanto di personale, indubbiamente, e merita di essere rispettato. Ma c’è anche molto dal quale attingere per provare a mettere ordine nei propri trascorsi. Ognuno si risolva come può.

Si va anche per immagini: “Casa di Carne” è un affresco del panorama della provincia romagnola.

Nebbia e Sangiovese.

Pignoletto e peschi in fiore.

C’è la politica come te l’aspetteresti fuori da certi bar. Rossa, colta.

Intuizioni, altroché slogan.

Le soluzioni vocali risultano apprezzabili, a tratti tanto articolate nella costruzione da risultare deboli - paradossalmente - proprio dove dovrebbero imprimersi con una maggiore incisività.

Si prenda ad esempio “Le Nostre Luci”: il refrain non rende giustizia ad un lavoro davvero solido sulle strofe.

Difficile pensare che ai Nostri interessi qualcosa della “cantabilitá” usa e getta ma, per il futuro, la ricercatezza è un elemento che andrà saputo dosare.

I loop ritmici di batteria, a tratti robotici, costruiscono la tensione emotiva dei brani.

Le chitarre cuciono il tessuto delle suggestioni con intelligenza e misura, ora magniloquenti, ora schizofreniche.

La prova delle quattro corde lungo è la diapositiva definitiva del disco: arte al servizio del contesto, e non mero esercizio di stile. Una performance che si distingue senza dimenarsi per essere notata.

Dicasi anche sobrietà.

Che si tengano le tribute band hard rock da sagra del salame in graticola, io “ballo e diserto”.

Applausi.

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Riassunto del Bot

La recensione di 'Casa di Carne', album di debutto dei Parenti, sottolinea l'autenticità e complessità del progetto. Un lavoro musicale che esplora le sfumature umorali e i paesaggi della Romagna, offrendo una valida alternativa alla scena locale dominata da tribute band. I testi profondi e arrangiamenti raffinati coinvolgono l'ascoltatore, anche se la ricercatezza talvolta penalizza l'impatto immediato dei brani.

Parenti

Parenti è un combo rock che debutta su full-length con l’album “Casa Di Carne”, tra sonorità levigate e sature e testi densi che disegnano un affresco della provincia romagnola.
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