Copertina di Partly Cloudy Excess Verbiage
Caspasian

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Per appassionati di musica elettronica, fan del dark wave e dell'ambient minimalista, ascoltatori interessati a tematiche esistenziali e sonorità evocative.
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LA RECENSIONE

La verità ci fa male lo sò ma bisogna mettersi in testa che la condizione di vita in questa dimensione è "parzialmente nuvolosa" e perciò quando questa adombratura sforna nel 1987 suoni di questa fatta vien da sé che, con l'aiuto del tornado del retro copertina, possiamo spazzar via quell'elettronica dark wave synth che reputavamo indispensabile fino adesso.

Minimal suoni che possono star bene sia alla corte di Nabucodonosor, sia in un tardo medioevo danubiano, sia nel pantagruelico banchetto di Moloch che è stato il XX secolo, come in una cyborg condizione prossima futura. Come per dire che questi modernissimi rumori sono tali perché provenienti da ere antidiluviane, da situazioni preatlantidee.

I tappeti sonori sono come i tappeti Hereke, intessuti con fili d'oro, ma le trame musicali hanno un'ossidazione aurea millenaria. Le intrusioni vocali di Aziz sbarellano livelli occulti a braccetto coi ritmi di Gigi (pronunciato alla francese) canzonanti situazioni sospese in un limbo apparecchiato da Robert coi suoi sintetizzatori e programmi che descrive lo stallo delle nostre paure. Lo specchio è opaco e riflette la nebbia del nostro ego con echi metafonici di trance trascendente che rimbalzano l'inganno di "eccessive verbosità".

La resa è che il disagio d'ascolto si insinua senza ritorno e lo scopriamo come un rovescio di un piacere antico che non ci spiacque. Rimbomba e bascula la frequenza di impazienza nell'accettare l'accompagno con noi stessi all'infinito.

La pippa dell'eternità è lunga, bisogna prima o poi mettersi l'anima in pace e iniziare a conviverci mistificando la dannazione, perché no, anche con questi suoni che giocano maledettamente bene su una dinamicità crepuscolare dove le nenie femminili ti cullano drasticamente nello scorticamento della frizione della sopravvivenza. E nelle arie il regalo è che non risulta nessuna traccia di speranza.

Orsù usufruiamo di una colonna sonora psichica prelibata che ci fa capire volenti o nolenti che siamo tutti sulla stessa barca, su quel veliero che si chiama Demeter...

Right & Left Hemisphere al posto di Side A and B per sancire il matrimonio alchemico col giochetto dell'esistenza dove il "Fucked" dell'ultimo pezzo arriva come il cacio sui maccheroni... o come un calcio al culo. L'eternità è lunga...

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Excess Verbiage' di Partly Cloudy come un viaggio sonoro intenso, tra minimalismo e atmosfere dark wave. L'album unisce sonorità retrò e futuristiche, creando un tessuto musicale che esprime paure e riflessioni esistenziali. Le intrusioni vocali e i sintetizzatori tessono un'esperienza avvolgente, priva di speranza ma ricca di profondità emotiva. È descritto come un'opera che scuote e accompagna l'ascoltatore nella consapevolezza dell'eternità e della convivenza con il disagio interiore.

Tracce video

01   Sunlight (03:16)

02   Bus Ride (03:12)

03   City (02:28)

04   Postcard (01:32)

05   Revelation (02:43)

06   Relic Revival (02:14)

07   Nice Time (03:54)

08   You Blew It! (02:24)

09   Violated By Prentension (02:38)

10   Unhallowed Ground (02:14)

11   Hemisphere (00:00)

12   Melodrama (03:02)

13   Fucked (01:37)

14   Lizards (01:32)

15   Big Trouble (02:49)

Partly Cloudy

Artista citato nella recensione di DeBaser per l'album 'Excess Verbiage'.
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