Copertina di Patrizia D'Addario Gradisca Presidente
Enkriko

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Per lettori interessati a politica italiana, cultura pop, scandali mediatici e critica sociale con un tono ironico
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LA RECENSIONE

Sono a conoscenza del fatto che la maggior parte degli editors di questo sito sono di Trento o giù di lì, giusto? Bene, io no. Mi sono trasferito da poco a Roma e trovo la Capitale piuttosto carina, devo dire che ci sono due o tre sassi abbastanza interessanti. Si, poi c'è il Colosseo. Bello, il Coloseo. C'è un traffico devastante, davvero. La gente per andare a lavorare si getta all'alba, quelli che si svegliano, in un girone infernale di autobus scassati e macchine divoratrici di aria.

Ci sono poi i DIVI. Questi, memori dell'Impero Romano, sfrecciano sulle loro auto blu a tutta birra. Potrebbero investire un bambino? E chissenefrega! La macchina dei Carambolieri li precede con le sirene spiegate, una paletta si agita dal finestino, i clacson che sparano come le trombe del Giudizio Universale (e speriamo che arrivi sto Giudizio prima o poi Porco Giuda di San Cristoforo!!)

I DIVI nutrono il mito del proprio Divismo. La meretrice, lo scandalo, etc...sono gli strumenti con i quali i Divi ci permettono di sognare di far parte dello stesso mondo. Ecco gli scandali, la vergogna simulata di alcuni personaggi, le serate di Porta a Porta dove si discute sempre di temi adatti ai Divi per i Divi.

Striscia la Notizia, Le Iene: il potere che prende in giro se stesso. La massima espressione di potere in grado di dileggiarsi da solo per dare un senso di tenerezza in chi guarda. e poi, immancabili, ci sono le puttane e le cortigiane e le meretrici di palazzo e le varie declinazioni della donna che dalle veline vanno fino alle politichesse con più testosterone di mio nonno ex muratore...che comunque è già morto da un pezzo ma ancora gli tira.

Ed ecco Patrizia d'Addario. Una delle sue ultime uscite prima di Sanremo: voi avete conosciuto una Patrizia che non è la Vera Patrizia! Io sono un artista. 

Conosco tante pesone che hanno sudato sette camicie per fare un lavoro certosino e quasi da "bottega artigiana" nella propria attività artistica. Il tutto nel più assoluto anonimato, per giungere all'eccellenza e alla forza del "gesto". Ora, non si possono bollare queste cose coe trite e ritrite o semplici affermazioni del "trash" televisivo, perchè queste cose vanno ad aggiungersi a ciò che noi definiamo come cultura e comunicazione. Ci sono file di intellettualoidi che recuperano fenomeni di questo genere in un gioco post-tutto assolutamente snob. Quanti dischi ascoltiamo all'anno? Quanti film vediamo? Quanti spettacoli vediamo in una vita? Tutto è degno di nota? Tutto vale? Quanto resterà alla fine, tra 50 o 100 anni?

Queste espressioni del "cattivo gusto" vanno, alla fine, a forgiare anche ciò che sta a margine delle forme artistiche più "elevate", creabdo una sorta di corrente alternata delle possibilità espressive umane. Nell'era del "tutto è lecito artisticamente", dove nelle cosidette culture alternative le urla scomposte e i rumori, l'improvvisazione selvaggia senza tecnica alla base, diventano cose da ammirare come forme di sperimentazione.

Viviamo in un karaoke dove tutti ormai si sentono "creativi" e capaci di dire qualcosa di importante per il genere umano. Anche nei generi che chi scrive su questo sito tende ad apprezzare. Il novecento ha partorito un mostro apocalittico: tutti siamo artisti e siamo stati creati unici e capaci, se ci viene il guizzo, di afferrare carta e penna, foglio e pennelli, chitarra e chi sa che altro e creare UN CAPOLAVORO IMPRESCINDIBILE.

Il libro della D'Addario? Una casa cinematografica vicina a Tarantino, parole della escort, ne ha comprato i diritti. Per il resto non l'ho letto, per carità.

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Riassunto del Bot

La recensione riflette ironicamente sul libro di Patrizia D'Addario, inserendolo nel contesto romano fatto di scandali, divismo e realtà sociale. L'autore critica la tendenza odierna a considerare ogni espressione artistica alla stregua di un capolavoro unico, mettendo in discussione il valore culturale di fenomeni mediatici come quello della escort. Il testo si sviluppa tra riflessioni sul potere, il trash e la comunicazione, senza un giudizio netto ma con toni pungenti e sarcastici.

Patrizia D'Addario

Patrizia D'Addario è una donna italiana nota per essere stata coinvolta in scandali legati alla sua attività di escort e per aver pubblicato il libro 'Gradisca Presidente'.
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