1983, esattamente tre anni prima di rivoluzionare il mondo della musica rock con "Graceland" il mite Paul Simon inizia ad aprire i suoi interessi verso certe sonorità africane e world in genere con "Hearts And Bones", un disco che non gode di molta fama come il suo sucessore, ma che dimostra ancora una volta il talento di questo musicista dotato di una sensibilità poetica unica, nessuno può non emozionarsi ascoltando "America", "Kathy's Song" e "Bridge Over Troubled Water".
I testi dell'album sono per lo più autobiografici, e riflettono il trauma della separazione dalla moglie, comunque l'impasto sonoro è notevole, collaborano artisti del calibro degli Chic e Philip Glass. L'apertura è affidata al vocoder che filtra la voce di Paul in "Allergies", il brano è un ottimo esempio della ritrovata vena musicale dopo il Flop del film "One Trick Pony", caratterizzato da belle voci e una ottima base di basso e batteria. Segue l'acustica title track, che rimanda al primo periodo solista. Ottime "When Numbers Get Serious" e "Think Too Much(b)", la seconda caratterizzata da suggestive percussioni caraibiche. Le voci e i cori decisamente afroamericani rendono "Song About The Moon" un vero e proprio capolavoro così come la ripresa di "Think Too Much", ancora una volta un bel ritmo sostenuto da basso e batteria in modo perfetto su cui poi il canto di Simon si inserisce a meraviglia integrando i cori e la chitarra in primo piano. "Train In The Distance" regala ancora una volta un brano unico, dotato di un'atmosfera intimistica sottolineata dalle splendide tastiere e dai cori, "Cars are Cars" è il giusto incipit alle atmosfere di "Graceland", chiude la splendida " The Late Great johnny Ace".
Un album da avere per riscaldare un po' queste fredde e pazze giornate autunnali, un lavoro che testimonia il prezioso contributo di Paul Simon alla musica mondiale e che unisce perfettamente il suo lato più poetico e riflessivo con quello musicale.
In questo autunno urlato del 1983 è proprio quello che mi serve.
La casa e tutto il resto del mondo possono anche crollare: nulla può più scalfire l’imperturbabilità donatami dall’ascolto seriale di Hearts and Bones.