Sto caricando...

Peach
Giving Birth to a Stone

()

Voto:

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Attenzione: questa recensione è dedicata ai fan dei TOOL.

Per chi non sapesse nulla di loro, i Peach sono la ex-band del bassista dei Tool, Justin Chancellor, prima di entrare in pianta stabile nella formazione di Maynard James Keenan.

A primo impatto, mi sono subito piaciuti, grazie ad alcune canzoni anche piuttosto immediate, compresa la nostra You Lied che è identica alla versione live di salival. Spasm, Burn, Naked, Velvet... ottimi pezzi davvero. Comprate questo disco, che pur con una produzione piuttosto artigianale, riesce a colpire nel segno. Presto uscirà anche un volume II con altrettante canzoni che non sono entrate in questo album, e lo prenderò certamente. Su questo Give birth to a stone, nella riedizione del 2000 l'artwork esterno è affidato ad Adam Jones, all'interno del booklet, poche parole di ringraziamenti. Per i collezionisti credo che la versione precedente, quella senza remastering, valga molto di più.

Veniamo alla musica. Questo disco è un ibrido fra la psichedelia, le atmosfere cavernicole dei Black Sabbath e quindi dei tool di Undertow (si sente eccome l'influenza su alcuni brani), e il rock inglese di fine anni '80 degli stone roses. Ebbene sì, i Peach risultano essere un gruppo tipicamente U.K. Ascoltando questo album, per fare un paragone per me azzeccatissimo (modestamente...), è come trovarsi di fronte Rated R dei Queens Of The Stone Age, infarcito di alcuni pezzi più psichedelici dei Kyuss, come Gardenia o Odyssey. Insomma, non è un disco omogeneo nel songwriting, ma lo è decisamente nel sound, e ciò non lo fa sembrare troppo sconnesso. La canzone Peach che chiude il disco è bellissima, un incrocio fra i riff alla Led Zeppelin, e le fasi più psichedeliche dei Tool dei primi tempi. C'e' una cover ben eseguita di Catfood dei King Crimson epoca Larks' Tongues In Aspic, che diventa più hard rock e meno monotona dell'originale. Burn era un potenziale singolo, con una melodia accattivamente e mai banale, e un riffone in heavy distortion mascherato dagli armonici nella strofa... bellissima. Naked è decisamente la più Tooliana, e da qui si capisce come nascono canzoni come 46&2 eJimmy. Il chitarrista è bravissimo perché pur non facendo nulla di nuovo e pur nella promiscuità della produzione, suona come un chitarrista espertissimo. A volte sembra di sentire i deragliamenti di Thayil dei Soundgarden. Velvet è quasi una rivisitazione in chiave hard rock dei Joy Division, molto valida anche questa. Il cantante Simon Oakes soprattutto è l'elemento più tipicamente brit della band, perché ricorda appunto i Joy Division, i Bauhaus, gli Stone Roses... e oggi mi viene da dire gli Interpol. Dougal è un'altra canzone che mi ricorda un gruppo inglese: precisamente i Verve di The Rolling People e Catching the Butterfly.

In definitiva vi dico che questo, a prescindere dall'amore per i Tool e per il basso di Justin, è un disco da avere, perché c'è dentro solo buona musica. Non ho molti dischi di etichette indipendenti, ma questo è certamente tra i migliori. E' per giunta incredibile come un album del genere all'epoca sia passato inosservato... visto che contiene anche quelle 3-4 canzoni che possono tirare l'album verso buone vendite. Accattatevillo

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Quattordici)

cliffburton86
cliffburton86
Opera:
Recensione:
interessante...cercherò..


puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini
Opera:
Recensione:
Me l'ho accattato e non me sono pentito.


G__á
G__á
Opera:
Recensione:
bravo e benvenuto...3 puonds of love....


kosmogabri
kosmogabri
Opera:
Recensione:
Ottima recensione. Ottima ed accattivante proposta. Welcome 3poundsoflove. Cercherò questo disco poi ti farò sapere che ne penso.


puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini
Opera:
Recensione:
Se ti piacciono i Tool (come fanno a non piacere) prendilo Kosmo. NON ti immaginare che sia a livelli di Maynard e Co., ma neanche una schifezza Peach 4/5, Tool 6/5. E' "tooliano" senza scopiazzare, diciamo che è ottimo per ingannare l'attesa del seguito di Lateralus.....


tabba
tabba
Opera:
Recensione:
ziopower, io non lo trovo sto cavolo di cd...


3poundsoflove
3poundsoflove
Opera:
Recensione:
www.cdbox.it , qui si trova


Anonimo
Anonimo
Opera:
Recensione:
quanto tempo ci mettono a consegnarti i cd quelli di cdbox.it ?


3poundsoflove
3poundsoflove
Opera:
Recensione:
quindici giorni


M@ynardJamesKeen@n
M@ynardJamesKeen@n
Opera:
Recensione:
fantastico gruppo.. nella recensione sembrano perdere un pò la loro identità. so che gli accostamenti sono utili e li hai usati bene per dare un'idea chiara dell'ambiente sonoro ma anche loro una personalità ce l'hanno! (e anche notevole).. sciao


Anonimo
Anonimo
Opera:
Recensione:
La recensione è "non malaccio" ... però, tenuto conto del fato che me la sono letta (ben che volentieri) per capire chi sono i Peach, devo concludere ammettendo che ci sono troppi paragoni fuorvianti. Non mi riferisco alla "perdita di identità" del precedente commento, ma al fatto che fra Stone Roses, Interpel, Tool e altri, non intendo proprio quale sorta di puzzle siano questi Peach. ("Soprattutto Stone Roses ... alquanto morbidini rispetto ai Tool e similari...", stro riflettendo).
Comunque, certe canzoni sono descritte con adeguato calore, cosicchè non mi resta che confidare nell'acolto dell'album (quanto prima) e ovviamente mi auguro di poter riconfemare i tuoi toni alle volte persino entuasiasici, direi.


Anonimo
Anonimo
Opera:
Recensione:
Bello bello il disco: finalmente ce l'ho fatta, l'ho dunque comprato, e già dal primo ascolto mi ha convinto. Il basso, in effetti, è fantastico.
Riguardo alla recensione ed ai paragoni con altri gruppi, mi sento di dire che solo uno è azzeccato, ed è quello con i Tool (che coincidenza ...) mentre nominare Interpol o Joy Division (pur per raffronti parziali) boh mi sembra inconferente - beh, d'altro canto è giusto che ci siano opinioni soggettive anche divergenti!
Comunque un grazie al recensore per avermi fatto scopriure quest'album, bello bello.


Michoos What
Michoos What
Opera:
Recensione:
pixies77
pixies77
Opera:
Recensione:

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Vota la recensione
Vota l’opera

Questa DeRecensione di Giving Birth to a Stone è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser. Copia il link