Copertina di Pet Shop Boys Bilingual
Abraham

• Voto:

Per fan dei pet shop boys, appassionati di musica pop anni '90, cultori della musica sintetica e sperimentale
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LA RECENSIONE

Via i costumi! E giù le maschere.

Mi spiego: i promo video dei singoli che fecero da corollario all’album precedente, “Very”, anno di grazia 1993, videro Neil e Chris abbigliarsi simil lego di un blu-arancione sgargiante, di rosa e di occhiali da sole tridimensionali. In merito alle parrucche, meglio sorvolare.

Il contesto, anche cyber, funzionò: l’album piacque, andò al numero uno, il tour di riferimento in America Latina ("Discovery", ndr) spopolò.

Ctrl+Alt+Canc ? Sì. O meglio: nì.

Bilingual”, album per il quale chi vi scrive nutre un rispetto sinistro, sempreverde, autentico, arrivò nel 1996 preceduto da due singoli, “Before” e “Se A Vida E”, che fecero breccia solamente nello zoccolo duro. Come l’album, del resto.

L’idea di realizzare un album bilingue (che poi lo è solo in certi frangenti peraltro molto rarefatti) nacque nel 1994, quando i PSB tra una data e l’altra del tour di cui sopra facevano serata nei locali brasiliani, piuttosto che cileni o argentini.

Totalmente estraneo alla lingua ispanica, Neil, che è sostanzialmente il paroliere del duo, mandò Dainton (rip.), al tempo PA della band, a comprare un dizionario inglese/spagnolo.

Detto, fatto: gli estratti che troviamo in “Discoteca”, “Single” e “Se A Vida E” sono presi pari pari dalle frasi-demo che in senso elementare servono a chi è alle prime armi per imparare la lingua.

Qualche esempio ? ‘Cuanto tiempo tiengo que esperar’ (‘Quanto devo aspettare ?’), racconta Neil, arriva dalle possibili frasi da dire………in anticamera dal dottore.

Per altro, nella fretta, il cantante realizzò solo in seguito che “That’s The Way Life Is” si traduce “Essa Vida E” e non “Se A Vida E”, errore a cui viene posto rimedio in fase di fade out del brano.

Stilisticamente, il lavoro rallenta il ritmo forsennato di “Very”.

Il punto più altro del disco, parere di chi vi scrive, è “Discoteca”, la cui sezione ritmica, suonata in studio dalle SheBoom, trova splendore nel bridge che unisce per l’appunto “Discoteca” al successivo “Single”.

Gradevole l’outing raccontato in “Methamorphosis” così come la riempitiva “Electricity”, che vede una Drag Queen confidarsi con un ragazzino.

“It Always Comes As A Surprise”, che i PETS avrebbero voluto come singolo apripista, brilla di luce propria. Perché ha tutto: tristezza, malinconia, rimpianto.

La seconda parte dell’album ci riporta al passato. “A Red Letter Day”, “The Survivors” e “Saturday Night Forever” strizzano inevitabilmente l’occhio al recente, laddove invece “Up Against It” (supportata dalla chitarra del sempre presente Johnny Marr) e “Before” esplorano altri territori con alterna fortuna.

“Bilingual” ha in dote un’altra particolarità, inusuale quanto piacevole. Ha sfornato una quantità esorbitante di b-sides: una media di due per ogni singolo su quattro singoli estratti, più quelle di “Somewhere” aggregato nella ristampa dell’anno successivo, il conto è presto fatto. B-sides che deviano sulla sperimentazione o, semplicemente, arricchiscono il percorso intrapreso con l'album rinforzandone il karma.

E insomma, un album che nella discografia pettesca ci sta, eccome. Un lavoro curato, forse sviluppato oltremodo, come ammetterà lo stesso Neil qualche anno dopo : “Forse, 12 brani sono troppi”. Dissento. Va bene così.

“Bilingual” resta una o due spanne sopra i lavori che verranno, da “Nightlife” in poi, passando per “Fundamental”.

Vi è un’incertezza di fondo, che non sfugge a chi conosce il gruppo in maniera viscerale. A tratti, prova a balzare o guardare avanti senza riuscirci. In origine, prova ad impregnarsi di atmosfere latine ma desistendo quasi subito. Infine, si trova suo malgrado a voltarsi indietro per trovare certezze.

Una fragilità che lo rende credibile, stilisticamente puro, a tratti sorprendente.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Bilingual, l'album del 1996 dei Pet Shop Boys, sottolineando l'evoluzione stilistica rispetto al precedente Very e l'uso contaminato di elementi latini. Nonostante un successo limitato dei singoli, l'album è apprezzato per la sua profondità e le sperimentazioni, soprattutto nelle b-sides. Il tono è rispettoso e attento alle sfumature, evidenziando una fragilità che rende l'opera autentica e stilisticamente pura.

Tracce testi video

02   Single (03:48)

03   Metamorphosis (04:03)

04   Electricity (04:58)

05   Se a vida é (That's the Way Life Is) (04:01)

06   It Always Comes as a Surprise (06:07)

07   A Red Letter Day (05:09)

10   Before (04:32)

11   To Step Aside (03:48)

12   Saturday Night Forever (03:58)

Pet Shop Boys

I Pet Shop Boys sono un duo synth‑pop britannico formato a Londra da Neil Tennant (voce, testi) e Chris Lowe (tastiere). Attivi dagli anni ’80, hanno firmato hit come West End Girls, It’s a Sin e Always on My Mind, alternando club anthems e ballate eleganti.
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