Copertina di Philip K. Dick Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
Dr.Adder

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Per appassionati di fantascienza, amanti delle riflessioni filosofiche su tecnologia e umanità, lettori di distopie e cult movie come blade runner
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LA RECENSIONE

“Per favore, vorrei ordinare mezzo chilo di mosche artificiali, di quelle che volano e ronzano per davvero. Servono per una tartaruga elettrica, signora? No per un rospo.” Cap.22.

Romanzo d'eccezione.

Dick descrive una desolata Terra postatomica, sintetica e surrogata, focalizzandosi su una tetra San Francisco, sommersa dai rifiuti. Un luogo allucinato e fatiscente, dove il confine tra uomo e androide è indistinguibile.Il fallout radioattivo ha condotto alla quasi estinzione delle specie animali. Viene a crearsi una nuova categoria di esseri umani mutanti, conosciuti come gli “speciali”, che comprendono le “teste di gallina” dal QI inferiore.

Deckard e Isidore, sono due angosciati individui, che arrancano all'interno di un mondo deformato.

Il primo ha come impiego quello di cacciatore di androidi fuggiaschi, denominati “andys”.

Il solitario “testa di gallina” Isidore, tenterà un legame mal riposto, di compassionevole amore, verso la tenera droide Pris.

Deckard e la moglie Iran stanno attraversando un periodo critico e, per regolare gli stati d'animo,impiegano un moltitudine di codici del modulatore d'umore Penfield (3,104,382,481,594,888). Lo stato emotivo di Deckard, lo spingerà a un rapporto senz'anima con la droide Rachel.

“Che tipo è tua moglie? Lui non rispose. Ma tu... Se tu non fossi un'androide, l'interruppe Rick, se ti potessi sposare legalmente, lo farei. Oppure potremmo vivere nel peccato, solo che io non posso proprio vivere, disse Rachel. Legalmente no. Ma in realtà sei viva. Biologicamente voglio dire. Cioè, non sei mica fatta di circuiti a transistor come gli animali finti; sei un essere organico.” Cap.17.

I fallimenti di entrambi nel relazionarsi al cuore di una droide, li condurranno alla disperazione da “mondo della tomba”.

La corposa introduzione “La vita degli androidi è sogno” è a cura di C. Pagetti. L'obbiettivo è di delineare, anche con singolari aneddoti, l'intricato temperamento dello scrittore e la sua ossessione per i simulacri artificiali. Viene inoltre esaminata scrupolosamente l'articolata struttura del romanzo, su personaggi e religione, approdando agli inevitabili confronti con l'illustre film “Blade Runner”.

“Su che cosa si basa la sua prova di Voigt-Kampff, signor Deckard? Sul responso empatico. Misurato sulla base di diverse situazioni. La maggior parte delle quali hanno a che fare con gli animali. Il nostro test molto probabilmente è più semplice disse Resch. Il responso dell'arco di riflesso nei gangli superiori della colonna spinale dura diversi microsecondi di più nei robot umanoidi rispetto al sistema nervoso umano” Cap.10.

I significati del romanzo risultano ulteriormente ampliati nell'elaborata postfazione “Paesaggio con rovine ed elettrodomestici” di G. Frasca. Una disamina di rara complessità e potenza descrittiva, sociologica, religiosa e tecnologica. Coesistono similitudini e difformità tra libro e film, periodo di pubblicazione del romanzo ed eventi storici dell'epoca, sfiorando perfino i giorni nostri.

Inquietante la frase di Isidore formulata nel Cap.6.

“Nessuno può battere la palta, disse, tranne che per un po' di tempo e forse in un posto solo, come nel mio appartamento per esempio, dove ho creato una specie di equilibrio tra la pressione della palta e della nonpalta, finchè dura. Ma poi morirò o me ne andrò, e allora la palta riprenderà il sopravvento. È un principio universale valido in tutto l'universo; l'interno universo è diretto verso uno stato finale di paltizzazione totale e assoluta”.

F©

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Riassunto del Bot

Il romanzo di Philip K. Dick presenta una Terra desolata e postatomica dove il confine tra umani e androidi si fa indistinto. Seguendo personaggi angosciati come Deckard e Isidore, la vicenda esplora temi di identità, amore e compassione verso esseri artificiali. La recensione sottolinea l'approfondita analisi di personaggi, tecnologia e aspetti sociologici, arricchita da una comparazione col film Blade Runner. Con toni intensi e coinvolgenti, l'opera si conferma un capolavoro della fantascienza filosofica.

Philip K. Dick

Philip K. Dick (1928–1982) è stato uno scrittore statunitense di fantascienza, autore di decine di romanzi e racconti che esplorano realtà instabili, identità fratturate, potere e religione. Da sue opere sono nati film e serie come Blade Runner, Total Recall e Minority Report.
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