Copertina di Planet Funk The Illogical Consequence
Giordyboy

• Voto:

Per appassionati di musica dance, fan dell'elettronica italiana, neofiti della dance, ascoltatori curiosi di produzioni internazionali
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LA RECENSIONE

Mi avevano incuriosito e colpito i Planet Funk già al loro debutto, ma non mi ero spinto fino all'approfondimento del tema. Poi qualche giorno fa all'improvviso, in un grande magazzino, nel reparto tv-color davanti a cinquecento televisori schierati di fronte a me e riflessi tutt'intorno da specchi ingannevoli, al punto da sembrare cinquemila, come in un sogno tehno-ipnotico, parte all'improvviso, a tutto volume, il video bellissimo di un pezzo con una base ritmica trascinante e un suono travolgente. Mi domando:"Grandi questi! Chi saranno mai? Forse un gruppo creato da qualche produttore elettronico americano, oppure un manipolo di dj nord-europei sulle orme dei Daft Punk o dei Chemicals Brothers?" E alla fine appare scritto in basso: "Planet Funk - Stop Me". Caspita! Questi sono italiani!

Ora ho il cd da qualche giorno, e da qualche giorno mi avventuro neofita nell'ambiente dance, io che sono certamente più "rockettaro"....ma mi piace. L' album strizza decisamente l'occhio al mercato internazionale, ha un suono curato e lavorato in maniera perfetta, quasi patinato. Sembra il risultato dell'esperienza tecnica e musicale di decenni, non sembra il suono di un gruppo italiano venuto fuori solo quattro anni fa. C'è grande conoscenza del mestiere alla base e una grande produzione alle spalle e si sente in tutte le tredici tracce. Non a caso il singolo "Stop Me", ancora prima di uscire, era già lo spot di una famosa bibita in lattina (rossa) stravenduta e strapubblicizzata in tutto il mondo.L'album si apre con uno bellissimo brano/introduzione di quasi due minuti ipnotico e preparatorio per la successiva e improvvisa esplosione delle bellissime "Everyday" e "Stop Me" che seguono a braccetto. Due grandi pezzi. Si prosegue su ottimi livelli, con forse qualche brano in più del necessario, ma sempre sulla linea della grande piacevolezza. Personalmente mi colpiscono in modo particolare, ma solo per mia indole, gli episodi più lenti e malinconici come "Ultraviolet Days", "Inhuman Perfetion" (in curiosamente cui la voce sintetica è di Claudia Pandolfi), e Dusk, ma di sicuro ce n'è per soddisfare anche chi vole muoversi un pò di più con brani decisamente più dance e in alcuni caso puramente Techno.

Insomma alla fine un bel CD onesto e ben fatto, fedele allo stile che segue e realizzato alla perfezione. Costa 18 euro, li vale? ... La risposta è soggettiva, ma i CD costano davvero troppo, in ogni caso.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come Planet Funk, con The Illogical Consequence, propongano un album dance italiano di alta qualità e respiro internazionale. L'autore si lascia sorprendere dalla produzione curata, dai brani ipnotici e dalla varietà tra pezzi energici e melodie malinconiche. In particolare spiccano i singoli Stop Me ed Everyday. Pur provenendo da un background rock, l'autore apprezza l'originalità e il valore dell'album.

Tracce testi video

01   Movement Is Noted (02:02)

03   Stop Me (03:52)

04   Trapped Upon the Ground (03:25)

06   Laces (03:23)

07   The End (04:33)

08   Ultraviolet Days (04:52)

09   Tears After the Rainbow (08:05)

10   Inhuman Perfection (04:48)

11   Peak (03:46)

13   Out on the Dancefloor (06:35)

Leggi il testo

Planet Funk

Planet Funk è un collettivo elettronico italiano nato dall’unione di Alex Neri e Marco Baroni con i produttori napoletani Souled Out! (Sergio Della Monica e Domenico “GG” Canu). Attivi dal 1999, hanno pubblicato album come Non Zero Sumness (2002), The Illogical Consequence (2005), Static (2006) e The Great Shake (2011), firmando hit internazionali quali Chase the Sun, Inside All the People e Who Said (Stuck in the UK).
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  Zimo_26

 Ai Planet Funk, si sa, il successo a grande scala, non è mai piaciuto troppo.

 'The Illogical Consequence' (che per me rimane il loro capolavoro) ne è la conferma.