Copertina di Prefab Sprout Protest Songs
Blackdog

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Per appassionati di musica alternativa, fan del pop raffinato anni '80, amanti di produzioni curate e testi introspettivi.
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LA RECENSIONE

Quel giorno ‘Paddy', Wendy, Martin e Neil, con il fido Thomas Dolby, pensarono fosse una buona idea uscire in barca e attraversare le docili acque pomeridiane così, tanto per ‘smuovere' il fiume.

Il romanzo-pop perfetto di ‘Steve McQueen' era ancora un'idea nella testa dell'inquieto McAloon, e avrebbe visto la luce sul finire dello stesso anno, il 1985, dopo una prima prova che aveva rivelato le notevoli doti melodiche del leader, l'ottimo ‘Swoon'.

Ma quel giorno ai nostri capitò qualcosa di bizzarro e inaspettato: appena alcuni minuti dopo Patrick mollò il suo amo da pesca in acqua sentì che poteva essere il suo giorno fortunato- ‘Credo proprio che stasera torneremo a casa soddisfatti... ' esclamò convinto McAloon davanti alla soave Smith, già pregustando una buona cena grazie alla sostanziosa pesca- ‘Caro Paddy, penso che tu non abbia pescato propriamente una trota' gli fece notare, un pò sarcasticamente, Thomas sotto lo sguardo atterrito di Martin McAloon; infatti, quando tirò su con la canna, attaccata all'amo c'era una lucida, levigata perla.... E per tutti i lunghi, successivi tentativi il maggiore dei McAloon non fece altro che pescare dieci perle, una più bella dell'altra: il mondo risvegliatosi da un sonno grigio di ‘The world awake', l'elogio della vita teatro di scoperte quotidiane di ‘Life of surprises', con le tastiere a cascar note sulla melodia come fiocchi di neve e il bel contrappunto di chitarra nel ritornello, il pop\ jazz rilassato di ‘Horsechimes', i ricordi frenetici anni '50 di ‘cose cattive' (Wicked things), dove il tempo è dettato dalla scintillante e concreta sezione ritmica Neil Conti-batteria- e Martin McAloon-basso- e l'intarsio acustico di note e sussurri di ‘Paddy' McAloon nella malinconica ‘Dublin', forse la perla più preziosa.

Che dire poi di ‘Tiffanys', e le sensazioni del titolo e del ritmo quasi swing-sixties che riportano alla memoria le immagini colorate e romantiche del classico di Blake Edwards (quasi fosse una coda agli incontri Audrey Hepburn- George Peppard), di una conversazione ‘scarlatta' surreale quanto un quadro di Dalì (Talking Scarlet) e di quei cancelli ‘perlati' che tutti vorremmo oltrepassare in una marcia crepuscolare al tramonto; mentre i titoli di coda della giornata hanno fine sulle note di piano di ‘Paddy' e l'eco da sirena dei cori di Wendy Smith-" ‘Til the cows come home", ed è facile abbandonarsi.... Infine venne sera, e i cinque ‘pescatori di perle' tornarono a riva con il loro personale ‘scrigno' di tesori, custodito con cura e amore per ben quattro anni dal produttore Thomas Dolby.

Le ‘canzoni di protesta', infatti, presero a circolare soltanto nell'89 (con l'eterea Wendy in primo piano sulla cover, appunto, old-style ) e si rivolgevano a bassa voce, con la consueta classe ma in maniera decisa verso un mondo della musica, allora come oggi, schiavo d'interessi commerciali e incapace di apprendere la lezione di puro artigianato pop dei Prefab Sprout.

 

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Riassunto del Bot

La recensione esalta l'album 'Protest Songs' di Prefab Sprout, definito una raccolta di 'perle' melodiche prodotte da Thomas Dolby. Il disco, registrato nel 1985 ma pubblicato solo nel 1989, mostra un pop raffinato, ricco di atmosfere nostalgiche e arrangiamenti curati, capace ancora oggi di criticare sottovoce l'industria musicale commerciale. Particolare attenzione è rivolta alle atmosfere romantiche e al talento del gruppo, valorizzato da composizioni intense e rilassate.

Tracce testi video

01   The World Awake (04:26)

02   Life of Surprises (04:08)

Leggi il testo

03   Horsechimes (04:24)

04   Wicked Things (03:11)

05   Dublin (03:42)

06   Tiffanys (03:50)

07   Diana (04:10)

08   Talking Scarlet (04:34)

09   'til the Cows Come Home (04:12)

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Prefab Sprout

Prefab Sprout è un gruppo pop britannico guidato da Paddy McAloon, affermatosi negli anni ’80 per scrittura sofisticata e produzioni curate (spesso con Thomas Dolby). La line-up classica include Wendy Smith, Martin McAloon e Neil Conti. Celebrati dalla critica per album come Steve McQueen e Jordan: The Comeback, hanno avuto esiti commerciali più modesti rispetto al loro prestigio artistico.
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