Copertina di Prefab Sprout Swoon
RinaldiACHTUNG

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Per appassionati di musica d’autore, fan del pop alternativo e chi cerca testi profondi e melodie particolari
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LA RECENSIONE

No, Swoon non fu un ingenuo debutto e non può essere classificato come tale.

È vero che in Steve McQueen finirono quelli che ad oggi sono riconosciuti -giustamente- come i brani più incisivi della band, ma se si considera il fatto che i Prefab Sprout iniziarono a farsi conoscere in giro per i locali come un gruppo punk che dalle etichette discografiche inglesi riceveva i due di picche, Swoon fu un eclatante virata.

Con i soldi ricavati grazie ai lavoretti dei fratelli McAloon, fu possibile stampare le copie dei primi singoli autoprodotti. Grazie alla determinazione del quartetto (nel frattempo la loro estimatrice Wendy Smith entrò a far parte del gruppo) i nuovi brani arrivarono alle orecchie di Keith Armstrong, che li mise sotto contratto. La Kitchenware Records, infatti, è sin dagli albori legata indissolubilmente alla storia dei Prefab Sprout e viceversa.

Paddy McAloon e la sua dedizione incessante per il cantautorato e per la composizione; una macchina sforna brani (esistono interi album che per un motivo o per un altro non sono mai stati pubblicati ufficialmente). Elogiato dai più seppur un outsider di indole.

L'anima del gruppo non si è mai piegata troppo ai fini commerciali, e non ha mai tradito i propri intenti. Basti dare un'occhiata (anche se io consiglierei di immergersi come si deve) agli interessanti titoli scelti per le tracce, ai termini utilizzati, ai testi. Storie e turbamenti esaminati con fare letterario; non v'è spazio per la vacuità e per i riempitivi nelle tracklist di questi dischi. Swoon non fa eccezione.

Tra i cori angelici di Wendy Smith e i curiosi giri di basso di Martin McAloon, non posso far a meno che elogiare quella che ritengo la migliore traccia del disco, ovvero Couldn't Bear To Be Special.

L'alone di quest'ultima è inquieto, intimo e particolarmente malinconico. Anche la prova vocale del leader trasmette le medesime sensazioni.

Don't expect so much of me, I'm just an also-ran. There's a mile between the way you see me and the way I am.

Non aspettarti troppo da me, sono uno dei tanti partecipanti a questa corsa. C'è un miglio di distanza tra come mi vedi e come sono.

Questo debutto potrebbe contenere le melodie più ostiche da assimilare dell'intero catalogo dei Prefab Sprout, ma proprio per questo motivo risulta invitante.

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Riassunto del Bot

Swoon, il debutto dei Prefab Sprout, si distingue per la sua incisività e profondità, sfuggendo a qualsiasi etichetta ingenua. Il quartetto, grazie alla determinazione e alla passione di Paddy McAloon e all’ingresso di Wendy Smith, propone brani dal forte carattere letterario e melodico. Il disco, caratterizzato da atmosfere malinconiche e arrangiamenti particolari, è un invito a un ascolto attento e profondo, con tracce memorabili come 'Couldn’t Bear To Be Special'.

Tracce testi video

03   Green Isaac (03:31)

04   Here on the Eerie (04:00)

06   Couldn't Bear to Be Special (03:50)

Leggi il testo

07   I Never Play Basketball Now (03:40)

08   Ghost Town Blues (03:22)

09   Elegance (03:46)

10   Technique (04:39)

11   Green Isaac II (01:29)

Prefab Sprout

Prefab Sprout è un gruppo pop britannico guidato da Paddy McAloon, affermatosi negli anni ’80 per scrittura sofisticata e produzioni curate (spesso con Thomas Dolby). La line-up classica include Wendy Smith, Martin McAloon e Neil Conti. Celebrati dalla critica per album come Steve McQueen e Jordan: The Comeback, hanno avuto esiti commerciali più modesti rispetto al loro prestigio artistico.
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