Copertina di Prince Sign "O" The Times
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Per appassionati di musica anni '80, fan di prince, cultori del funk e del pop innovativo, amanti di testi profondi e provocatori.
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LA RECENSIONE

Dodici anni, all'incirca. È l'epoca in cui ascolto ancora Michael Jackson...
Mi capita fra le mani il 45 giri di Prince, Sign Of The Times. Prima reazione: chi è quest'invertito, questo losco imitatore?
Nulla di piú errato, il singolo è davvero intenso.
Compro quindi il doppio vinile e viene naturale la risposta: è un genio, al di là del dubbio gusto nell'abbigliamento, del look da maniaco sessuale con la fissa dei pizzi, delle pose pornografiche che assume in live o nei video.

È un genio che, dal basso dei suoi 157 cm di statura, produce un disco fantastico per gli anni '80. Un pazzoide androgino che vive il sesso in maniera ossessiva, ostentata senza alcun ritegno, ma (e qui sta il bello) non come atto fine a se stesso, bensí quale proprio personale percorso per il raggiungimento di Dio. E riversa tutto questo nei propri brani.

Il Pazzo ha innumerevoli ascendenze musicali, prima tra tutte quella con Sly & The Family Stone, che gli fa permeare ogni pezzo di un po' di funky: può essere la batteria, la chitarra d'accompagnamento o quella solista, un certo sound d'insieme...

Ad un primo ascolto può lasciare un po' interdetti, è come se la musica non volesse aprirsi a te che ascolti: non si deve mollare, poi la faccenda cambia. Ad ogni ascolto successivo ti piace il fatto che in quel particolare punto del brano ci sia quel particolare coretto isterico d'accompagnamento, o quel tintinnio, campanellino o sonaglio, o quella singola nota di chitarra strozzata (alcuni dei tanti marchi di fabbrica del Folle), che si pone in leggera dissonanza rispetto al brano, ma che, non si sa perché, deve essere là.

Alcuni pezzi parlano dell'amore dal punto di vista panico, quindi strettamente sensuale, e sono quelli piú gioiosi, rapidi, allegri. Non mancano momenti di festa, ma anche impegnati socialmente (sempre in maniera generica, però).
Ve ne sono altri in cui il Maniaco si ferma a ragionare: sa anche essere introspettivo, si ferma ad analizzare la natura delle cose, la sostanza stessa del rapporto amoroso. È allora che Dio, l'Assoluto, l'Infinito aleggia sul misero Ometto mentre si ripiega su se stesso. È allora che l'arte del Genio raggiunge l'apice.

Il disco è indiscutibilmente un capolavoro, da avere assolutamente.
"It's silly, no? When a rocket ship explodes and everybody still wants to fly..."

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Riassunto del Bot

La recensione descrive Sign O' The Times come un capolavoro degli anni '80, in cui Prince unisce un sound funk ricco e originale con testi che esplorano amore, sessualità e spiritualità. L'album sorprende ad ogni ascolto grazie ai dettagli sonori unici e alla profondità emotiva, rappresentando il picco artistico del musicista.

Tracce testi video

01   Sign "☮" the Times (04:56)

02   Play in the Sunshine (05:05)

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04   The Ballad of Dorothy Parker (04:01)

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06   Starfish and Coffee (02:50)

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09   Forever in My Life (03:30)

Prince

Prince (Prince Rogers Nelson) è stato un musicista, compositore, cantante, produttore e polistrumentista americano, noto per la sua straordinaria creatività, il mix di generi e un impatto rivoluzionario nella black music tra anni '70 e 2000. Icona del Minneapolis Sound, ha lasciato alcuni dei dischi più influenti e discussi del pop e del funk.
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