Copertina di Puddle Of Mudd Livin' On Borrowed Time
Gallagher87

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo e fan di puddle of mudd, amanti della musica anni 2000 e critica musicale
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LA RECENSIONE

"Vivendo su tempo preso in prestito", si presenta così al mondo "Livin' On Borrowed Time" l'ultima fatica dei Puddle Of Mudd, francamente di tempo dall'ultimo "Life On Display" ne è passato, e sono cambiate davvero tante cose per la band di Kansas City. Essendo pessimisti si prevedeva un'album spudoratamente radiofonico dopo l'uscita del singolo d'esordio "Famous", con in copertina i 4 ragazzuoli in stile Backstreet Boys; in parte è stato così.

Il primo pezzo, appunto "Famous", è tipicamente 'american rock' nella base e nel testo: "voglio solo essere famoso ed essere fottuto da Jaded" (speriamo per lui che sia donna e non il camaleonte di Rai2) dice il ritornello in cui Wes Scantlin si fa aiutare dal computer nella registrazione, e dal bassista nei live, perchè di natura non ce la fa, comunque un pezzo molto carino e grintoso, così come i Mudd si erano sempre dimostrati nei precedenti lavori, peccato che comunque non si poteva continuare così, bisognava vendere qualcosina in più dopo le sole (sole?) 900.000 copie di "Life On Display" e così vedi spuntare "It Was Faith", ballata degna del miglior Nick Carter, indignitosamente coperta da una base spudoratamente orecchiabile.

Per fortuna ci si rialza con "Psycho", l'impronta è quella del precedente "Famous", con una base che però va in loop e non lascia spazio nè alla batteria nè a chitarra e basso. Dopo una parte centrale caratterizzata dalla seconda ballata dell'album "We Don't To Look Back Now", si arriva a "Merry-Go-Round", in questo pezzo si riesce ad apprezzare un'approccio più punk'n'roll (è mai esistito come genere?). Infine si riassapora un pò di alternative rock/grunge in "I'm So Sure", in cui la band sembra ritornare allo stile distorto/cobainiano dei passati tempi, si chiude con la odiosa pop-rock "Radiate" e con la più ruvida (ma non troppo) "If I Could Love You".

Ciò che si nota di positivo sono gli sbalzi di sound, infatti se i precedenti lavori, specialmente "Come Clean", erano caratterizzati da basi simili, questo ultimo LP è più vario e purtroppo c'è anche la scelta negativa (loro e/o della casa discografica) di inserire delle basi da radio che vendono definitivamente i Puddle Of Mudd aumentando ulteriormente così il bacino di pubblico.

Non c'è molto da aggiungere, "Livin' On Borrowed Time" è il peggior lavoro della band... o è il migliore? Se apprezzate i The Calling e credete che l'ultimo Cd di Chris Cornell sia una bomba, opterete per la seconda scelta.

*La copertina al momento non è disponibile, potete comunque 'apprezzare' quella del primo singolo "Famous", con tanto di taglio emo del tipo a destra e abbigliamento casual.

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Riassunto del Bot

La recensione esamina l'album 'Livin' On Borrowed Time' dei Puddle Of Mudd, evidenziando una maggiore varietà sonora rispetto ai lavori precedenti ma anche scelte orientate alla radiofonicità. Il singolo 'Famous' mantiene l'energia tradizionale, mentre alcune ballate appaiono troppo orecchiabili. L'album è visto come il peggiore o il migliore della band, a seconda dei gusti, con un calo di originalità che potrebbe però allargare il pubblico.

Puddle of Mudd

Puddle of Mudd è una band post‑grunge statunitense formata a Kansas City nel 1991 e guidata dal cantante/chitarrista Wes Scantlin. Scoperti da Fred Durst, debuttano su major con Come Clean (2001) e i singoli Control, Blurry e She Hates Me. Seguono Life on Display, Famous, Volume 4, il cover album Re:(disc)overed e il ritorno Welcome To Galvania (2019, Pavement Music).
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