Copertina di Queen Live Killers
Walterstarman

• Voto:

Per fan dei queen, appassionati di musica rock anni '70, collezionisti di album live e amanti delle performance live autentiche.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Dopo un’intera decade di album e bootleg a iosa, finalmente abbiamo un Live, addirittura doppio, dei Queen del tour 1978/79. Un sunto preciso di tutto il meglio dei Queen dagli esordi fino a quel punto. Stanchi dei soliti Queen da album? Bene, questo è ciò che fa per voi.

DISCO 1.
L’inizio è dei più travolgenti con una neo-versione di “We Will Rock You” progressive (impensabile da tutti in quel periodo), una “Let Me Entertrain You” tempestosa che si unisce alla bastarda versione di “Death On Two Legs” dedicata a quel “Son of a bitch”… con tanto di beeep!

Freddie Mercury è assolutamente molto pianistico e Brian non riproduce i soliti assoli da album ma, da chitarrista esperto, favoleggia con la sua “Red Special” creando una giusta interazione tra “assolo che il pubblico sa” e “ciò che il pubblico non si aspetta”. Roger Taylor si fa statuario di 10 metri sull’umanità quando canta “I’m in Love With My Car”. Che batterista perfetto! Dopo la deludente “Get Down Make Love” che impoverisce disco e pubblico, abbiamo una versione più velocizzata di “You’re My Best Friends” senza acuti ma chi se li fila? Molto densa di energia.

La perla del primo cd è senza dubbio “Now I’m Here” molto veloce, con cori e discanti dove Freddie si spoglia, spacca microfoni, Brian impazzisce letteralmente, siamo all’apice del rock barocco e il saggio Mercury dà lezione divertente di voce al pubblico che si diverte a fargli il verso e tutti si sentono dei cantanti nati. Issa bandiera bianca lasciando Brian intervenire di prepotenza e un incazzato Roger che rompe in due, piatti e grancassa. Opera maestra. Si passa così a “Dreamer’s Ball” molto cadenzata e più briosa dell’originale. “Love Of My Life”, collana d’oro in uno scrigno. Freddie spiega al pubblico che questo pezzo è stato girato in un duetto e che questa era la prima esperienza a riguardo. La ripeterà fino alla fine… Tutti cantano a memoria senza neanche il songwriter mentre Brian esegue uno degli arpeggi più belli di sempre. Chiudono “39” molto country americana e deliziosa e unplugged persino con una scatenatissima “Keep Yourself Alive”. Freddie è davvero una furia! E i Queen non gli sono da meno!!!

DISCO 2.

Si apre con “Don’t Stop Me Now”, molto graffiata e ritmata ma dove Roger copre molto gli acuti. Molto ardua dal vivo. La gente si diverte, si ha la sensazione di voler essere lì con loro. “Spread Your Wings”, in cui una volta Freddie dimenticò gli accordi dal vivo scusandosi, non è bella perché Freddie si ostinava a cantare tutto in tonalità originale. Morale della favola: stecche, silenzi, povertà di espressione nei pezzi lenti dove la voce conta molto di più che nei pezzi rock in cui è il ritmo, la chitarra e il carsima che la fanno da padrone. “Brigton Rock” è infatti immacolato, non c’è un errore e Brian compie almeno in una canzone ciò che Jimmy Page faceva, rompendo un po’ i maroni, in tutti i pezzi dei Led Zeppelin: dilungarsi. Nei Queen c’era più democrazia, nei Led Zeppelin Jimmy Page risultava un po’ troppo autarchico. Brian dimostra in questo pezzo che anche lui può portare avanti un discorso chitarristico di 12 minuti e mezzo… Non aggiungo altro se non: Brian eccellente! Stesso dicasi per Taylor.

“Bohemian Rhapsody” si apre con “Mustapha”. Be’, che c’entra? Mi sembra ovvio, era il tormentone del momento e fu chiesta dal pubblico ma scartata dai Queen in scaletta. Il resto è cosa nota con Freddie che cambia un po’ la linea melodica poco falsettata e con la parte centrale riprodotta da cassetta. Non sono d’accordo con questo modo di fare. Ci sono oggi molti gruppi che con tre voci riproducono “Boh Rhap” alla grande. Forse per loro era un brano untouchable in quel punto. “Tie Your Mother Down”, la solita tigre da palco con Freddie ormai senza voce (pietà) che infatti in “Sheer Heart Attack” lascerà praticamente Roger cantare. Che pezzo dal vivo! Freddie usava travestirsi di paillettes argentate con tutina. Un uomo, una infrazione. Molto più nervosa e da presa che su vinile. Chiusura in “We Will Rock You” e “We Are The Champions” dove il pubblico diventa un coro che rompe il cemento armato dello stadio. E Dio salvi la Regina…

“Live Killers” è stato un bel doppio live e la scaletta, esclusi alcuni casi, è più che mai azzeccata. Come sarebbe potuto essere diverso con tutti i bei pezzi nel repertorio Queen?! Avremmo preferito qualcosa di Queen II ma è andata! La qualità dell’audio è la vera pecca di tutto il disco ma oggi il cd sembra più curato. Cd che chiude un decennio, un’epoca, uno stile Queen destinato a cambiare pelle… e vestire cuoio…

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Queen Live Killers è un doppio album live che cattura la band al massimo della forma durante il tour 1978/79. La scaletta è ben curata e le esibizioni di Freddie Mercury e Brian May sono coinvolgenti e tecnicamente notevoli. Nonostante qualche pecca nell'audio e alcune versioni meno riuscite, l'album rappresenta un'importante testimonianza di un'epoca di grande energia per la band. Un must per chi vuole rivivere il rock barocco dei Queen dal vivo.

Tracce testi video

01   We Will Rock You (03:16)

Leggi il testo

02   Let Me Entertain You (03:16)

Leggi il testo

03   Death on Two Legs (03:33)

06   I'm in Love With My Car (02:01)

07   Get Down, Make Love (04:31)

08   You're My Best Friend (02:10)

Leggi il testo

09   Now I'm Here (08:42)

11   Love of My Life (04:59)

13   Keep Yourself Alive (04:00)

Queen

I Queen sono una delle band britanniche più iconiche di sempre, nati nel 1970 con Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Dal glam rock degli esordi a esperimenti pop anni ‘80 e pietre miliari come 'A Night at the Opera', hanno travolto classifiche, stadi e costumi con la loro teatralità, virtuosismo e potenza scenica, guidati dall’inconfondibile carisma di Mercury.
143 Recensioni

Altre recensioni

Di  Masahiro

 "Live Killers è un po' il 'Made In Japan' delle quattro vecchie signore, un live grezzo, diretto e potente."

 "Il disco è finito, le calme note di 'God Save The Queen' ci accompagnano alla fine, facendoci desiderare di ascoltare ancora il disco da capo."


Di  piccolojedi1991

 Una band più genuina, più heavy che fa partecipare il pubblico mandando in delirio tutti i presenti.

 ‘Love Of My Life’ in questa esecuzione live è semplicemente meravigliosa, trasportandoci in un'atmosfera rilassante.