Copertina di Queen The Game
andrew1992

• Voto:

Per fan dei queen, appassionati di rock anni '80, amanti della musica con influenze dance ed elettroniche, collezionisti di album storici
 Dividi con...

LA RECENSIONE

L'album che più divide i fan dei Queen, sia ora sia all'epoca, è senza dubbio "The Game". Uscito nel 1980 pochi anni dopo il musical Grease e anno di nascita di nuove tendenze, vede il gruppo inglese mutare sia nell'apparenza (i componenti sfoggiano giacche in pelle molto amerikkane), sia nella sostanza, uno stile musicale che comincia ad affacciarsi verso quell'universo, semisconosciuto alla popolazione inglese, chiamato dance. Sembra però che i quattro abbiano voluto mantenere un collegamento con il passato proponendo pezzi rock alternati a veri e propri tormentoni che mirano a piacere alla popolazione media.

L'omonima title-track, "Play The Game", riprende il sound storico della band: schitarrate e, ovviamente, falsetti che raggiungono toni molto alti ma la cosa che veramente stupisce è un'altra: il sintetizzatore! La band che faceva scrivere dietro ogni album "no synth" evidentemente conscia delle nuove tendenze musicali, proporrà sin da questo album in poi basi molto elettroniche. Comunque tale scelta si rivelerà, per successo di pubblico (mondiale), azzeccata.

"Play The Game" certo ma non dimentichiamo anche il resto del disco. "Dragon Attack", dalla quale salvare il riff di Deacon è mediocre e passa inosservata, ma i nuovi Queen si manifestano con il tormentone: "Another Bites The Dust", la svolta. L'estrema semplicità (basso, batteria e molta elettronica), ha reso la traccia, seppur leggermente scopiazzata, la più conosciuta del gruppo (almeno negli USA) e il merito è tutto della persona considerata fino ad allora l'incapace dei Queen, John Deacon.

Da qui ha inizio il poker: la successiva traccia "Need Your Loving Tonight" è un bel rock, ciò che ci voleva per il disco; molto giovanile ma al contempo influenzata dal sound anni '50, come fra l'altro "Crazy Little Thing Called Love", composta da Freddie mentre cercava di imitare la voce del suo idolo Elvis e "Rock It (Prime Jive)", dove per una volta è Freddie ad introdurre Roger. "Sail Away Sweet Sister"; ahi, ahi, Brian che mi combini. Quel ruolo sdolcinato a parer mio, non ti si addice. Manca qualcosa; grande falsetto di Freddie comunque. "Don't Try Suicide" a parer mio un jazz fantastico: "non provare il suicidio, nessuno lo merita, non provare il suicidio, dovresti odiarlo, non provare il suicidio, nessuno si dispiacerebbe". Freddie se un vero genio! "Coming Soon" di Taylor passa inosservata ma spazio alla conclusione/capolavoro del disco: la superqueeniana "Save Me"; Brian ti scuso, promosso!

L'album vendette molto, fu il primo dei Queen ad entrare in classifica al numero 1 sia in Gran Bretagna sia negli Usa forte del successo radiofonico di "Another One Bites The Dust", tuttora il singolo più venduto del gruppo in America e diede successo ad una band in declinio (non me ne vogliano i fan) dopo l'"ambiguo" Jazz. Grande album e grande voce, non il vertice creativo però se vi state affacciando ai Queen vi consiglio vivamente di acquistarlo (o di scaricarlo).

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

L'album 'The Game' segna per i Queen una svolta stilistica importante, con l'introduzione di sintetizzatori e sonorità dance. Pur dividendo i fan, ha ottenuto un enorme successo commerciale, soprattutto grazie a 'Another One Bites The Dust'. L'opera combina pezzi rock di qualità con hit radiofoniche, rivelando una band capace di rinnovarsi senza dimenticare le proprie radici. Un disco consigliato sia ai fan storici che ai neofiti.

Tracce testi video

02   Dragon Attack (04:19)

03   Another One Bites the Dust (03:38)

Leggi il testo

04   Need Your Loving Tonight (02:49)

05   Crazy Little Thing Called Love (02:43)

Leggi il testo

06   Rock It (Prime Jive) (04:33)

07   Don't Try Suicide (03:53)

Leggi il testo

08   Sail Away Sweet Sister (03:33)

09   Coming Soon (02:51)

10   Save Me (03:49)

Queen

I Queen sono una delle band britanniche più iconiche di sempre, nati nel 1970 con Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Dal glam rock degli esordi a esperimenti pop anni ‘80 e pietre miliari come 'A Night at the Opera', hanno travolto classifiche, stadi e costumi con la loro teatralità, virtuosismo e potenza scenica, guidati dall’inconfondibile carisma di Mercury.
143 Recensioni

Altre recensioni

Di  AR (Anonima Recensori)

 Il disco datato 1979, costituisce sicuramente una svolta nella carriera Queen, oltre che nella musica del tempo.

 Another One Bites The Dust. Epico. non tanto per la canzone quanto per la sua storia, per quello che ha fatto, per i generi a cui ha dato vita.


Di  Walterstarman

 "Un album perfetto che non deluderà le attese in un'era in cui l'audience significava qualcosa."

 "'Save Me' è una delle 10 canzoni più belle mai scritte dai Queen, una vera masterpiece."


Di  LeoMercury94

 La chitarra di May è "lo sputo di fuoco del dragone" con un assolo a dir poco 'maleducato'.

 "Another One Bites the Dust" è un riff immortale che incanta nei live della band.