Copertina di Queen The Game
Walterstarman

• Voto:

Per appassionati di musica rock, fan dei queen, cultori degli anni '80 e studiosi di evoluzione musicale
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LA RECENSIONE

Fermatevi qui! Un album perfetto che non deluderà le attese in un'era in cui l'audience significava qualcosa, diversamente dai tempi nostri in cui non è detto che chi è ai vertici lo meriti, anzi!  "The Game" (1980) scalò le classifiche in UK e in USA e fu uno spartiacque tra i Queen rock o chiamateli "alternativi" anni ‘70 e quelli più "Top of the Pops" o chiamateli "commerciali". Non a caso nasce tra " Jazz" (1978) che fu molto rock e "Hot Space" (1982) molto disco. Passato e futuro in un presente che ingloba entrambi = compromesso riuscito. Un album che riassume i Queen in tutta la loro discografia.

1)"Play The Game" . Rientra a pieno titolo nel Greatest Hits dell' anno successivo, è il pezzo che ci presenta i nuovi Queen con capello corto e vestiti in pelle, molto americani. Shock per i fan storici. Lo stile però, quello, rimane lo stesso. Deliziosa ballata in cui un Mercury in grande spolvero cattura tutti, uomini, donne, grandi, piccoli sottolineando che " amare è giocare" . Nonostante il neo-ingresso di alcuni sintetizzatori che ci danno subito indizi che siamo negli anni 80 ormai, è un brano classico sempre valido (Brian non suona la " Red Special" ). E che perfezione! Ci fosse una sola sbavatura!

2)" Dragon Attack" . Che anomalia! Che brano curioso! Sì, May forse rimane folgorato da qualche Chinatown e il significato resta ambiguo " Portami nelle stanze rosse, verdi, nere" e miriadi di simboli. Molto rappeggiante, non avremo mai più un brano così nei Queen ma è il loro spirito dance che si sta facendo marcato. Un po' " guadagna-minuti" ma apprezzabile in toto.

3)" Another One Bites The Dust" . I NUOVI QUEEN! Un pezzo di dimensioni maestose, il brano più venduto nella storia del gruppo. Spacca il mercato, raggiunge vette esorbitanti negli Stati Uniti dove gli inglesissimi Queen non avevano avuto molta fama. John Deacon! Lui, quello che all' esordio sembrava un autore incompetente, è il totale artefice della svolta dance Queen, più di Freddie. Il pezzo è tutto suo. Verrà ripreso come anthem anche nella guerra in Vietnam dai Marines americani. Immenso Deacon, diacono della dance queeniana!

4)"Need Your Loving Tonight" . Non molto conosciuta ma, una volta ascoltata, ci si direbbe: Oh cavolo, possibile che non ne ero al corrente? Ebbene sì. Ritorno al rock' n' roll, ancora scritto da Deacon, un rock' n' roll molto ingenuo e spensierato come lo era quello originale anni 60 che distingue i Queen, gruppo nato con quei generi 10 anni prima e che si era nutrito di essi rispetto a revival di gruppi rock anni ' 80 che neanche sapevano cosa significassero quelle tre parole… Nei Queen (e nei gruppi storici) appariva spontaneo e legittimo, nei nuovi gruppi molto bombastico e ridondante.

5) "Crazy Little Thing Called Love" . Freddie non finisce di stupire scrivendo questo brano in bagno mentre cercava di ingolare la voce alla Elvis Presley, uno dei suoi miti, senza riuscirci. Risente molto dell' influsso del suo mito ma fu un successo così inusitato e nell' aria (I Queen facevano agli esordi cover del Pelvis) che ancora oggi è amato da mezzo mondo. Papale Papale…

6) "Rock It (prime jive)" . Dopo l' intro di un Freddie che è in forma vocale strepitosa, abbiamo la sensazione che lui dica a Taylor : Hai scritto tu il pezzo? Sei un fissato per il rock' n' roll? Bene caro, proseguila tu!. . . Di sicuro non vi è nulla di eccezionale, di nuovo, di sperimentale come nella maggior parte del disco ma si respira un clima festaiolo e questa canzone lo alimenta ancor di più. Sufficiente ma efficiente!

7) "Don' t Try Suicide" . Pezzo jazz con ritornello esplosione e tanto di classico schiocco di dita Queen, è un vivo consiglio di Mercury a non farsi pippe mentali pensando al peggio quando tutto va storto. Deacon arpeggia da Dio sul suo basso elettrico e si ha il sentore che tutti i Queen si divertano in questa song poco melodica ma molto positiva. Più che sul lato musicale ci sarebbe da soffermarsi su come Mercury amava la vita e non invocava la morte, diversamente da molti suoi colleghi " death metal" e non solo che purtroppo " vivono" ancora.

8) "Sail Away Sweet Sister" . All' inizio esclamerei: No, di nuovo con questi lamenti? Invece no perché Brian trova ancora la giusta tessitura vocale per cantare senza risultare molliccio e inespressivo. Dedica questo brano ad una ragazza, sorella che non ha mai avuto e dobbiamo ammettere che in quanto a tema non era affatto scontato. Carico di emozione ma musicalmente rasenta quasi lo standard da ballata qualunque. L' accesa sensibilità di May e i soliti arrangiamenti " reali" la salvano.

 9) "Coming Soon" . Mercury/Taylor, ancora un rock' n' roll che come " Rock it" non aggiunge nulla di creativamente insolito ma contribuisce alla gaiezza di " The Game" . Impossibile non alzarsi dalla sedia e shake your legs, impossibile. " Provare per credere" …

10)" SaveMe" . Dopo un inizio romantico e una sfilza di brani gioiosi e fuori di cervello, May chiude in malinconia l' album con un pizzico di speranza. Lettori, " Save me" è una delle 10 canzoni più belle mai scritte dai Queen. Chi non ha la lacrima facile piangerà dentro. Quei cori maestosi dei Queen, quel tocco vocale di Freddie e tutta l' orchestrazione di May aumenteranno quel senso di smarrimento di qualcuno che viene abbandonato e che resta aggrappato all' unica speranza di essere ripreso dalla sua ex. May, poco presente in tutto l' album, concentra quasi tutto in questa canzone e i risultati si vedono. Masterpiece!

" The Game" è un album ben dosato, non agli estremi rock o dance ma trova il giusto compromesso tra rock' n' roll su cui maggiormente si poggia e brani da disco music che stavolta non sono casi isolati ma ben integrati. E le ballate, vogliamo dirlo? Anch' esse incastrate nei giusti tasselli. I Queen con " The Game" non hanno sbagliato nulla e il successo del Greatest Hits e " Flash Gordon" a cui tutti i Queen hanno collaborato, in molti spezzoni del film, è soprattutto merito suo.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'The Game' come un album perfetto dei Queen, capace di condensare il passato rock e il futuro dance della band. Le tracce sono dettagliate con analisi puntuali, evidenziando l'abilità compositiva e l'equilibrio tra stili musicali. Si sottolinea l'importanza commerciale e artistica dell'album, icona degli anni '80. In particolare, brani come 'Another One Bites The Dust' e 'Save Me' sono evidenziati come pietre miliari della discografia.

Tracce testi video

02   Dragon Attack (04:19)

03   Another One Bites the Dust (03:38)

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04   Need Your Loving Tonight (02:49)

05   Crazy Little Thing Called Love (02:43)

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06   Rock It (Prime Jive) (04:33)

07   Don't Try Suicide (03:53)

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08   Sail Away Sweet Sister (03:33)

09   Coming Soon (02:51)

10   Save Me (03:49)

Queen

I Queen sono una delle band britanniche più iconiche di sempre, nati nel 1970 con Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Dal glam rock degli esordi a esperimenti pop anni ‘80 e pietre miliari come 'A Night at the Opera', hanno travolto classifiche, stadi e costumi con la loro teatralità, virtuosismo e potenza scenica, guidati dall’inconfondibile carisma di Mercury.
143 Recensioni

Altre recensioni

Di  AR (Anonima Recensori)

 Il disco datato 1979, costituisce sicuramente una svolta nella carriera Queen, oltre che nella musica del tempo.

 Another One Bites The Dust. Epico. non tanto per la canzone quanto per la sua storia, per quello che ha fatto, per i generi a cui ha dato vita.


Di  andrew1992

 La band che faceva scrivere dietro ogni album "no synth" evidentemente conscia delle nuove tendenze, proporrà sin da questo album in poi basi molto elettroniche.

 L’estrema semplicità (basso, batteria e molta elettronica), ha reso la traccia... la più conosciuta del gruppo (almeno negli USA).


Di  LeoMercury94

 La chitarra di May è "lo sputo di fuoco del dragone" con un assolo a dir poco 'maleducato'.

 "Another One Bites the Dust" è un riff immortale che incanta nei live della band.