Copertina di Radio Birdman Burn My Eye
Pinhead

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Per appassionati di musica punk e rock, collezionisti di vinili, fan dei radio birdman e cultori della storia musicale anni '70
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LA RECENSIONE

C'è stato un periodo in cui il quartiere romano di San Lorenzo era per me un autentico polo gravitazionale.

Frequentavo l'università a pochi chilometri di distanza ed al primo momento libero mi fiondavo negli studi di Radio Onda Rossa e nei locali di Disfunzioni Musicali, storici emittente radiofonica e negozio di dischi della Capitale, in cerca di sensazioni positive.

In una di queste occasioni, una vita fa, mi sono ritrovato tra le mani il pezzo di vinile che oggi è il mio prediletto, forse pure più dell'esordio dei Clash, il primo che acquistai una volta dotato del ben dell'intelletto.

Ebbene sì, si tratta dell'ep «Burn My Eye» che nel 1976 portò alla ribalta i Radio Birdman.

Loro li avevo conosciuti solo qualche anno prima grazie a Radio Rock, altra voce di tendenza dell'etere romano che, non si sa bene perché, aveva preso a trasmettere a ripetizione «Aloha Steve And Danno». Letteralmente fulminato, ci volle poco per entrare in possesso di «Radios Appear» e «Living Eyes» e poi tutto quello che Younger, Tek e soci avrebbero realizzato una volta sciolti i Birdman (New Race, New Christs, Hitmen ...).

Tutto splendido, davvero, ma la bellezza dei brani compresi nell'ep è addirittura superiore. Tre di questi furono poi inclusi in «Living Eyes», e però non c'è paragone con quello che scaturisce dall'ascolto di «Burn My Eye»: basta andare alle due versioni dell'omonimo pezzo per rendersene conto (significativo che in «Living Eyes» il brano sia ribattezzato «Burn My Eye ‘78»).

Sarà l'emozione della prima volta, sarà che in quella prima visita ai Trafalgar Studios i Birdman si giocarono tutte le carte a disposizione per non sparire come una meteora ...  sarà tutto questo ma il fatto è che se ascolti «Radios Appear» o «Living Eyes» ti rendi conto di trovarti al cospetto della Storia, e però se ascolti «Burn My Eye» la Storia la stai vedendo nascere e non ti reggono le gambe a pensare quello che potrebbe diventare.

È un po' come quando vedi nascere i tuoi piccoli mostriciattoli; quell'emozione non la riprovi più quando diventano maggiorenni, quando si laureano, quando iniziano a lavorare e si sposano ... Stessa identica cosa, l'emozione che ti dà «Burn My Eye» non te la danno né «Radios Appear» né «Living Eyes»; te ne danno di diverse, ma non quella originaria.

E in quelle occasioni le cose da dire non ti vengono, anche se vorresti spalancare la bocca ad un fiume di parole, ed è questo il motivo per cui, care DeBaseriane e cari DeBaseriani, giunti a questo punto mi limito a lasciarvi al cospetto della Storia, al suo sorgere ...

Smith & Wesson Blues

Snake

I-94

Burn My Eye

... anche perché ritengo che non serva altro per narrare la leggenda dei Radio Birdman.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'ep 'Burn My Eye' dei Radio Birdman del 1976 come un momento storico nella musica punk australiana. L'autore esprime un forte legame emotivo, sottolineando come questo lavoro rappresenti la nascita della leggenda del gruppo più di ogni altro disco successivo. I brani dell'ep trasmettono un'energia e una verve che difficilmente si ritrovano nelle versioni successive e negli album full-length.

Tracce video

01   Smith and Wesson Blues (03:05)

02   Snake (03:06)

03   I-94 (03:23)

04   Burned My Eye (02:17)

Radio Birdman

Radio Birdman è una band punk/garage formata a Sydney nel 1974 dal chitarrista (e medico) Deniz Tek e dal cantante Rob Younger. Influenzati da Stooges e MC5, hanno pubblicato i classici Radios Appear (1977) e Living Eyes, l’EP d’esordio Burn My Eye (1976) e il ritorno Zeno Beach (2006). Pionieri del punk australiano, sono stati inseriti nell’ARIA Hall of Fame nel 2007.
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