Siamo a inizio anni '90, e la scena del rock oramai si è divisa in due: da un lato il trash metal dall'altro la scena grunge di Seattle. In mezzo si affaccia un gruppo, che avrebbe cambiato ed influenzato tutto il movimento NuMetal. Sono i RATM: Rage Against The Machine. Già il nome promette bene e conoscendone i componenti e le loro ideologie, si potrebbe poi capire meglio il perché di questo nome che si rifà alla lotta proletaria contro le macchine industriali.
L'album di esordio, che ha come titolo il nome stesso del gruppo, è il migliore di una serie di album sfornata in 10 anni di carriera conclusasi con il distacco del cantante Zac De la Rocha per poi far si che il resto dle gruppo confluisse nei più recenti Audioslave.
L'album, già dalla copertina parte al massimo: abbiamo sul front l'immagine premio pulitzer del 1963; l'autore è Malcolm Brown, e ritrae il monaco buddista Thich Quang Duc che al centro dell'incrocio principale di Saigon, dopo avere preso benzina dalla propria auto si da fuoco. L'immagine è fortissima ma allo stesso tempo mostra la serenità di questo monaco.
All'interno del booklet vediamo che ci sono i testi di tutte le canzoni, tranne di Killing in the name, la traccia numero 2, che solo dopo qualche hanno sono riuscito a conoscere grazie agli spartiti che comprai alla Virgin di Milano. Tutto molto minimale, niente fronzoli, pochi ringraziamenti e i testi sembrano fatti con una vecchia Lettera 22.
Delle canzoni, molte sono memorabili, alcune per l'uso fatto dal cinema, come non ricordare Wake Up, sigla di chiusura di Matrix (il primo e unico degno di nota), che parte con il riff di Kashmir dei Led Zeppelin e poi evolve in un'onda d'urto all'urlo di "Svegliaaaaaaaaaaaa"!!!!!
Le altre canzoni sono tutte di accusa politica contro una società consumistica, contro un paese, gli USA, che troppo facilmente ricorrono alla violenza in nome di...
Di questo album sono da menzionare, per la loro fama e la loro bellezza, Know your enemy, Bombtrack, Bullet in the head e Freedom, che conclude l'album splendidamente così come era iniziato.
Morello, nonostante sia solo il chitarrista, è l'emblema del gruppo; quei suoni e quei riff hanno influenzato tutta una generazione di chitarristi, e le sue idee politiche hanno permeato tutta la vita del gruppo, trovando in Zac un ottimo partner.
In questi giorni i RATM si sono riuniti dopo "un periodo di pausa", come dei fidanzatini che avessero bisogno di un po' di tempo per riflettere... Di sicuro a giorni dovrebbero esibirsi in Olanda ed un po' in giro per tutta Europa; chi potesse vada a vedere questo manipilo di quarantenni che hanno ancora molto da dire.
Cheers.
La combinazione chimica di rap e rock colpisce direttamente al cuore l’ascoltatore.
"Killing In The Name" è un vero e proprio inno di protesta che ancora oggi scuote migliaia di persone.
Questo disco è una medicina, è una botta di vita, è una furia musicale.
Le casse incominciano a tremare, i muri si spaventano, il pavimento teme il peggio.
I Rage Against The Machine sono uno degli album più sopravvalutati di ogni tempo.
Quello che fanno i Rage in questo album è prendere i riff di Jimmy Page e mischiarli ad un rapping old school.
Questo è uno degli album più importanti degli anni 90.
"Killing In The Name" sono delle bombe, degli inni contro le ingiustizie del capitalismo.
Vi consiglio di maneggiare con cura quest'album ... perché potrebbe prendere fuoco da un momento all'altro con estrema facilità.
Ogni disco di questa strepitosa band ha lasciato il suo segno permanente in milioni di coscienze di ragazzi arrabbiati.