Live aus Berlin, ovvero, prendiamo ciò che è nostro.
Credo che lo Sehnsucht Tour possa essere ritenuto il momento artistico in cui i Rammstein acquistarono meritatamente abbastanza popolarità e consenso in giro per America ed Europa. Dopo aver dato vita ai dischi Herzeleid e Sehnsucht, vi è abbastanza materiale per uno show leggendario.
22 e 23 Agosto 1998, Berlino.
Fanno il loro ingresso sul palco degli strani tizi con capelli argentati e gilet da strip club, uno di essi è il massiccio Till Lindermann che introduce gli spettatori nel suo mondo perverso e poetico con le prime timide note di Spiel Mit Mir. Sembrano essersi tramutati negli angeli sofferenti da loro narrati in Engel.
Fuochi d’artificio, fiamme e gabbie accompagnano i deliri di Tier e Bück Dich. La prima tratta l’incesto, la seconda è una dichiarazione d’intenti per niente positivi. Il cantante/artificiere e il tastierista Flake inscenano una violenza sessuale sul palco con tanto di fallo finto che spruzza acqua sulla folla (nello stesso periodo i due passarono una notte in cella dopo aver ripetuto la stessa famosa scena al Family Values Tour).
I Rammstein non sono però soltanto volgarità e costumi; dietro la loro apparenza si cela la volontà di trattare argomenti complessi, come la fragilità e le sfaccettature nascoste dall’animo umano –tutto questo ovviamente senza prendersi troppo sul serio, e ritengo sia una capacità che solo i grandi possono vantare-.
Du Riecht So Gut, e i suoi versi ispirati al romanzo Profumo ne sono testimonianza.
"La pazzia è solo un ponte stretto, le sponde sono ragione e istinto. Ti inseguo.
La luce del sole confonde la mente, un bambino cieco che striscia in avanti perché annusa sua madre".
I riff compressi e corposi di Kruspe e Landers (con chitarra rigorosamente accordata in DO o RE) e la batteria marziale di Schneider “Doom” corrono sugli stessi binari delle follie di Lorenz. Egli sovrasta con le sue intuizioni tastieristiche (molto legate al fenomeno dell’Electronic Body Music) il tappeto sonoro su cui nascono i brani.
Du Hast è il pezzo che vede maggiore partecipazione da parte del pubblico. Till si rivolge a loro che a tempo, sotto il ritmo ossessivo degli strumenti, urlano: "Tu, tu hai, tu hai me" (verbo che a seconda della pronuncia diviene odiare).
Il clima è rovente mentre le espressioni gelide dei sei Rammstein creano l’elemento teatrale che li contraddistinguerà a lungo.
Piaccia il loro stile nudo e crudo oppure no, questi controversi e carismatici tizi hanno scritto un pezzo di storia musicale. Loro e altri nomi (Oomph! su tutti) vengono addirittura considerati pionieri di un genere chiamato Nuova Arte Tedesca.
Hanno personalità da vendere, e posseggono abbastanza ironia e costanza che il loro marchio e le loro note sono indiscutibilmente riconoscibili. Arma a doppio taglio a volte.
La versione CD del live contiene 15 tracce, a differenza del DVD con il concerto completo (tranne la celebre Bück Dich censurata). Godetevi uno dei live più interessanti di fine secolo.