Copertina di Rats C'est Disco
under

• Voto:

Per appassionati di rock italiano,fan di musica punk e new wave,ricercatori della musica anni '80,collezionisti di album storici,studenti di storia della musica italiana
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Questo album d'esordio degli emiliani Rats, datato 1981, è lontanissimo da tutto quello che sarà prodotto successivamente dal gruppo (un rock italiano banale, poco convincente, che vedrà la collaborazione di Ligabue).

Insieme ai primi lavori dei Gaznevada, Skiantos, Confusional Quartet, "C'est disco" documenta i creativi anni bolognesi di inizio '80, che poi, di li a poco, cederanno il posto a quelli fiorentini.

L'album più che per la qualità è da segnalare quindi per l'importanza che ha assunto nella evoluzione del rock autoctono: i testi, infatti, pur se a effetto, sono ingenui (del resto si tratta di sedicenni).

Punk, New Wave e Dark caratterizzano il disco, con al "canto" una delle prime voci femminili del rock italiano: Claudia Lloyd.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

L'album d'esordio dei Rats del 1981, C'est Disco, è un importante documento della scena rock bolognese dei primi anni '80, caratterizzato dal punk, dalla new wave e da una delle prime voci femminili italiane, Claudia Lloyd. Pur ingenuo e datato nella qualità, il disco ha un valore storico nell'evoluzione del rock italiano, distinguendosi dai lavori successivi della band.

Tracce video

01   Nazi (04:38)

02   C'Est Disco (Reprise) (01:45)

03   Bimba (03:45)

04   Please (03:13)

05   C'Est Disco (05:00)

06   Limbo (00:43)

07   Spacciatori (01:16)

09   Pill (03:13)

Rats

Rock band di Spilamberto (Modena). Esordio dark-wave con C'est Disco (1981, Italian Records, prod. Oderso Rubini), poi svolta verso il rock melodico: Indiani padani (1992) con il singolo “Chiara” e il brano “Fuoritempo” legato a Luciano Ligabue. Proseguono con Belli e dannati e La vertigine del mondo (1995), reunion nel 2008 e album nel 2013.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  Naif_90

 Questo LP resta una delle più belle pietre miliari del post-punk italiano.

 Assolutamente da recuperare, perché ne vale davvero la pena.