Copertina di Razor Malicious Intent
Francescobus

• Voto:

Per appassionati di thrash metal, fan della musica metal degli anni '80, critici musicali e collezionisti di album metal vintage
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LA RECENSIONE

Quali sono gli "Intenti Malefici" di quest' album? Basta guardare la front cover raffigurante una "Lady In Black" che affila il rasoio su una mola ("Grindstone", titolo di una song), somigliante senz'altro a quella dell'officina dove saldava Rock'n'Rolf su "Gates To Purgatory", esordio dei Running Wild.

Ma non scherziamo troppo, in fondo i Razor meritano un pochino di rispetto: questo è il terzo album Thrash che pubblicano nel giro di un anno, ed esce nel periodo di sua maestà "Reign In Blood". Clone ? Fotocopia sbiadita ? Parente lontano? Niente di tutto questo, purtroppo. Tutte le caratteristiche di "Evil Invaders" vengono mantenute ad esclusione del suono che è leggermente meno grezzo, a voler fare i bizantini, ma in compenso la velocità del drummer è più sostenuta, al servizio tuttavia di fraseggi inappetibili. A sorprendere sono le pazzesche urla di "Sheepdog" per tutto il corso dell'album, una sirena impazzita che snocciola testi subdoli e ferini in una giungla di luoghi comuni.

L'opener "Tear Me To Pieces" inizia con l'urlo di Stace McLaren che prelude alla solità velocità batteristica e all' ordinario ronzare degli strumenti a corda, anche se ci sono minuscole varianti che si notano con la lente di ingrandimento : suono meno tumultuoso, assoli brevi e svogliati più qualche rullata diversificata. "Rebel Onslaught" parte con un riff già sentito e prosegue con forza fino al capolavorino del disco, la celeberrima "A.O.D.", acronimo che sta per "Angel Of Death". E qui gatta ci cova. Hanno copiato il gruppo statunitense, è puro caso, o addirittura la band californiana copia i Razor ? Sembra che il testi parli della stessa persona. Ad ogni modo questo pezzo contiene i due solos più commestibili del disco e l'urlo finale di Stace è disumano. "Challenge The Eagles invece ha un riff così fellone da far innervosire anche un plantigrado in letargo. C'è spazio per il testo assurdo di "Stand Before The Kings", una specie di omaggio stanco ai Judas Priest di "Steeler" nella parte centrale di chitarre notturne e per un altro proclama metal up your ass, dal titolo "High Speed Metal" che va aggiungersi a "Hot Metal" dal primo LP, a "Thrashdance" dal secondo full-lenght unitamente a " Speed Merchants"  insomma una macedonia di titoli ad hoc, per autocelebrarsi quali Thrashers veraci.

Finiamo in bellezza con un altro acronimo "K.M.A." che sta per Kiss My Ass verso ripetuto da tutto il gruppo in coro mentre M-BRO fa gazzarra con tutti i piatti della batteria. E qui si chiude l'avventura dei Razor con la label Attic che scaricherà il complesso date le vendite inesistenti. Cosa non ha funzionato ? Molte cose: dalla pochezza compositiva all'immagine svaccata troppo celebrata, dalle copertine insipide al suono matusalemme. Riemrgeranno un anno più tardi con l'autofinanziato "Custom Killing", più complesso come songwriting e orientato verso l'hardcore, ma totalmente disastroso.

Mi piego ma non mi spezzo. Recensito per completezza.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza con attenzione il terzo album thrash dei Razor, Malicious Intent, evidenziandone la velocità e l'energia, ma anche la mancanza di originalità e la pochezza compositiva. Nonostante alcuni momenti degni di nota, come la traccia A.O.D., il disco è penalizzato da un suono datato e testi poco ispirati. Il giudizio complessivo è negativo, con accenni sulla difficoltà commerciale della band nel seguito della loro carriera.

Tracce testi video

01   Tear Me to Pieces (02:51)

02   Night Attack (02:30)

03   Grindstone (02:55)

04   Cage the Ragers (03:19)

05   Malicious Intent (04:22)

06   Rebel Onslaught (03:11)

08   Challenge the Eagle (03:16)

09   Stand Before Kings (02:34)

10   High Speed Metal (03:30)

11   K.M.A. (02:41)

Razor

Razor sono una band thrash metal canadese nata a Guelph (Ontario) nel 1983 attorno al chitarrista Dave Carlo. Tra i nomi cardine dello speed/thrash nordamericano, hanno pubblicato una serie di album veloci e abrasivi; storici i periodi con Stace “Sheepdog” McLaren alla voce e poi con Bob Reid. In Open Hostility impiegarono una drum machine. Attivi nuovamente dal 2004.
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