GENERE: Funk Rock, Rap-Rock, Funk Metal, Alternative Rock
Il primo album dei Red Hot Chili peppers uscì nel 1984. Prodotto dal chitarrista dei Gang of Four, Andy Gill, fu il primo tentativo da parte della band di fare conoscere al mondo il loro sound che pescava funk, rap, punk e rock in equal misura. Un sound molto innovativo per l'epoca che pochissimi (o nessuno a seconda dei punti di vista) avevan suonato prima di allora.
Certo.. c'era il post-punk influenzato dal funk di gruppi come Gang of Four e The Pop Group di qualche anno precedente, c'era il funk psichedelico e rockeggiante dei Funkadelic, c'era il punk a 360 gradi dei The Clash e c'era l'hardcore punk di matrice black dei Bad Brains ma nessuno aveva ancora provato a mischiare tutte queste influenze insieme aggiungendoci pure un cantato rap.
La band per il primo album era una band "provvisoria" in quanto mancavano due dei componenti originali (quelli con cui suonavano nei live dal 1982 a sta parte) ovvero Hillel Slovak (chitarra) e jack Irons (batteria), impegnati in un progetto parallelo di matrice prettamente rock, i What Is This? che furon sostituiti da Jack Sherman alla chitarra e Cliff Martinez alla batteria.
Questo cambio di formazione dell'ultimo momento fa si che la band non sia ben amalgamata come nei live e che manchi quella alchimia fondamentale dei quattro membri originali (a cui si aggiungevano alla voce Anthony Kiedis e al basso Michael "Flea" Balzary).
In più il lavoro in produzione con Andy Gill è faticoso in quanto il produttore voleva un sound molto plasticoso con tastiere e altre velleità elettroniche mentre il gruppo era più per un sound grezzo, aggressivo, più simile alle loro esibizioni live. Il risultato è una via di mezzo che non convince ne la band ne Andy gill ma che lascia intravvedere sprazzi della capacità e dell'originalità della band.
Voto: 7
Siamo nel 1984. Nella scena musicale piombano i Red Hot Chili Peppers. Sono grezzi, sporchi, maleducati...
"Get Up and Jump" autentica perla in questo disco, con una base musicale funky e un cantato che sfiora il rap.
Questo disco potremmo definirlo storico se si fosse spinto un po’ meglio ad ibridare rock and roll, hip hop old skool, pop, punk e il loro proverbiale porno-tossico-funky.
Bisogna aspettare George Clinton perché i peperoncini, col tempo, da verde marcio diventino rosso fiamma.