Copertina di Regina Spektor Soviet Kitsch
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Per amanti della musica alternativa, fan del cantautorato, appassionati di piano e testi intensi, seguaci della scena anti-folk e pop creativo
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LA RECENSIONE

Proviene dalla scena anti-folk newyorkese questa brillante cantautrice di origine russa, paragonabile per estro e talento a ben più celebri colleghe del calibro di Tori Amos, Cat Power e Ani Di Franco.
Con questo terzo lavoro intitolato Soviet Kitsch l'erudita conoscenza del suo strumento (il pianoforte) viene trasfigurata in eclettismo allo stato puro grazie alla sapiente miscela di liriche surreali ("Carbone Monoxide", "The Flowers", "Chimo Limo") che sfociano in velata denuncia agli obsoleti status symbol statunitensi ("Poor Rich Boy"), e storie di ordinaria sofferenza ("Ode to Divorce", "Sailor Song").

Regina Spektor possiede una versatilità canora che scivola leggera tra le 11 tracce del disco quasi si trattasse di un puro divertissement, suonato e interpretato con una naturalezza che ha dell'incredibile, non a caso c'è posto anche per una killer punk-rock song da pogo ("Your Honor") smontata e rimontata a suo piacimento nell'arco di 2m e 10s con diversi cambi di tonalità.

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Riassunto del Bot

Regina Spektor, emergente della scena anti-folk di New York, si distingue con 'Soviet Kitsch', un album che unisce liriche surreali, denuncia sociale e storie di sofferenza. La sua versatilità vocale e la padronanza del pianoforte rendono ogni traccia unica, spaziando dal pop al punk-rock. Un disco per chi cerca un ascolto originale e coinvolgente.

Regina Spektor

Cantautrice e pianista russo‑americana nata a Mosca nel 1980 e cresciuta a New York, emersa dalla scena anti‑folk del Lower East Side. Nota per il pianoforte centrale nei brani, la vocalità eclettica e album come Soviet Kitsch (2004) e Begin to Hope (2006).
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