Copertina di Renato Zero Icaro
dsalva

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Per appassionati di musica italiana, fan dei cantautori anni '80, cultori di live album e chi cerca testi e tematiche anticonformiste
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LA RECENSIONE

Non sono mai stato sorcino e tantomeno fan di Zero. Anzi, onestamente lo consideravo anche una sorta di pagliaccio paraculo legato al momento, meteora che sarebbe svanita velocemente con la rivoluzione musicale in atto che lo avrebbe travolto. Poco sopportavo il suo tutto sommato buonismo, sempre però politicamente corretto, questa sorta di guru autocelebrativo che muoveva una pletora di coglioncini e i loro coretti stupidi da curva. Poi si cambia, ovvio, o ci si rincoglionisce, anche, (ma scegliete voi!!) e si torna a guardare a ritroso e a riprendere in mano e a rivalutare e ri-analizzare quello che abbiamo perso, sbagliato o lasciato. Certo, erano anni dove musicalmente parlando ce n'era davvero tanta, anzi troppa, e non si poteva certo cagare tutto e tutti. Renato l'ho riscoperto casualmente grazie ad un amico, ad un Vhs, ad una mancata intervista per una radio privata prima di un concerto.

Icaro arriva già negli anni 80, al culmine del successo di Zero, dopo 7 dischi in crescendo di bellezza e successo. E' il primo live, e il bisogno di celebrare il successo. Certo l'autoreferenzialità non manca, ma in Zero mi pare una caratteristica non negativa, associata al bisogno di verbo della sua gente. Le canzoni come il personaggio sono oneste e vere coraggiosamente anticonformiste, rivendicazioni ad un diritto alla "diversità" che nell'Italia di allora è tutt'altro che scontata. Non manca l'enfasi melodrammatica ma alla gente non dispiacciono le forzature vocali che fanno scattare l'applauso, poi ripresi nelle caricature di alcuni comici. E allora parliamo di abuso infantile, pariamo di aborto, parliamo di ambiente, di caccia e fra lustrini e tutine una schiera nutrita di fan lo elegge profeta eccentrico. E così mentre mezza Italia è impegnata, spara e guarda ai "cantautori impegnati" , Zero fra trasgressioni e moralismi, e giuramenti sulla sua coerenza, accompagna l'altra metà. Spesso non si prende troppo sul serio ma quale sia la sua vera anima non ci è dato sapere e comunque non ha mai fatto outing e il dubbio resta.

Questo è Icaro, un buon disco, musicalmente discreto che raccoglie una scaletta davvero "greatest hits". E forse mi sbagliavo io.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Icaro', primo live di Renato Zero degli anni '80, evidenziando la sua onestà e anticonformismo. L'autore confessa una precedente opinione negativa, poi ribaltata dalla riscoperta del cantante e dalla rilevanza delle tematiche trattate. Il disco, con una scaletta di grandi successi, rappresenta una celebrazione sincera e coraggiosa della diversità e della coerenza artistica.

Tracce testi video

01   Niente trucco stasera (06:09)

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04   Qualcuno mi renda l'anima (03:05)

05   Chi più chi meno (05:25)

07   Profumi balocchi e maritozzi (04:11)

08   Un uomo da bruciare (04:14)

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Renato Zero

Renato Zero (Roma, 1950) è tra i più popolari e controversi cantautori italiani: icona di trasgressione e teatralità, ha segnato la storia della musica d’autore tra travestitismi, pop colto e inni alla diversità.
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