"Furore epico!
Epico... epico... furore... furore"
Inizia tra cori maestosi, orchestrazioni grandiose e un crescendo di archi il secondo leggendario (capo)lavoro dei Rhapsody, il gruppo italiano power-epic nato nell'ormai lontano 1997 e che vede in questo secondo album la consacrazione a livello mondiale.
La breve intro introduce perfettamente la seconda traccia, la mitica "Emerald Sword", brano velocissimo, vero marchio di fabbrica del gruppo che si snoda tra riff sciolti e fulminei di Turilli, tempi velocissimi di Lotta e Carbonera, rispettivamente bassista e batterista del gruppo, e un chorus fastoso e grandioso.
Segue "Wisdom Of The Kings"... il lento inizio di un flauto ci ricorda tempi lontani, poi il brano cambia improvvisamente in un crescendo strumentale e vocale. Un brano di facile ascolto, come il precedente, che si snoda tra assoli semplici e vivaci di Turilli, un cantato di Lione pulitissimo e brillante e atmosfere della tastiera del grande Staropoli davvero sfarzose.
"Heroes Of The Lost Valleys" è un branetto strumentale rimembrante tempi medievali... un parlato ci introduce accompagnati "dall'orgoglio degli antichi e prodi eroi che hanno combattuto prima di noi" nella eternamente gloriosa "Eternal Glory" (scusate il giochetto di parole...), piccola gemma dell'album. Epica, imponente, ci fa sognare, pensare, ammirare. Bellissimi i cambi di tempo (prima lento, poi veloce, poi più cadenzato) in cui non si può che complimentarsi con tutti i musicisti del gruppo, compreso (e soprattutto) il signor cantante Lione. Davvero da incorniciare il dialogo di assoli della chitarra e della tastiera di Luca e Alex, qualcosa di inimmaginabile, di meraviglioso... fantastico.
"Beyond The Gates Of Infinity" inizia con la tastiera di Staropoli, su cui aggiungono gli altri componenti della band per dare vita a una atmosfera cupa, misteriosa e oscura, nonché molto attraente.
Si passa così a "Winds Of Infinity" struggente ballata, commovente, appassionate per la semplicità, per quelle linee di piano e quella voce di Lione così particolarmente emozionanti e struggenti. Davvero toccante nella sua staticità e nel finale lento e cullante, che rimane sospeso come in un vento infinito (personalmente la ritengo una delle migliori dell'album).
"The Dark Tower Of Abyss" è un brano difficile, imprevedibile, pieno di sonorità mettaliche e classiche (davvero menzionabile la parte strumentale enfatica e barocca) mentre "Riding The Winds Of Eternity" è un traccia più facile, orecchiabile, dotata di un intermezzo lento ma efficace.
Dopo appena due minuti di parlato un organo davvero imponente introduce l'evocativo cantato di Lione... inizia così la magnifica suite "Symphony Of Enchanted Lands", veramente epica e grandiosa. Indescrivibile i crescendo e decrescendo orchestrali o dei singoli strumenti, i cori maestosi, la voce femminile, le estensioni di Lione pazzesche…
E in questo modo termina il secondo (capo)lavoro dei Rhapsody, con la suggestiva immagine di un prode guerriero che cavalcando le ali della saggezza attraverso le valli centrali si dirige a sconfiggere il signore del caos nel nome della giustizia cosmica, accompagnato da una battagliera melodia di flauto.
Sicuramente "Symphony Of Enchanted Lands" è un grande album, non c'è che dire, forse non il massimo a livello di scrittura (tra una canzone e l'altra almeno la metà delle parole è uguale), ma sicuramente a livello musicale un lavoro eccezionale ed emozionante. Un album sincero, suonato col cuore, raro, prezioso. Non è un album pomposo come gli album a seguirsi, ma lo definirei piuttosto ricco, sontuoso, colmo di sfumature e di caratteristiche, non è un album fine a stesso, ma un album suonato col cuore, è un album complesso, difficile, particolare, non per questo affascinante, ormai un album unico e leggendario.
Naturalmente solo per gli amanti del genere... (ma consiglio una ascoltatina a tutti).
"Furore epico!
Epico... epico... furore... furore"
“‘Emerald Sword’ è LA CANZONE POWER METAL, 4 stupendi minuti di turbinanti e vorticose emozioni che prendono davvero l’anima.”
“Un divino, stupendo, immortale album di questa band che ha dato una scossa e ha saputo dettare le regole nel movimento epic metal.”