Sto caricando...

Rickie Lee Jones
18/10/2015 Live at Islington Assembly Hall, London

()

Voto:

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Non ho idea di quando sia stata l'ultima volta che Rickie Lee Jones (da ora solo RLJ) è passata dall'Italia. Fatto sta che, data la tiepida accoglienza del suo ultimo "the other side of desire" e la condizione attuale delle strutture e degli spazi a disposizione per questo tipo di show (quanti "grandi" oramai danno forfait alle location italiane?), non mi ha sorpreso la sua assenza all'interno del calendario nazionale di concerti da non perdere. Ad ogni modo, se Maometto non va alla montagna..., eccetera.

L'Ilsington assembly Hall è la tipica ballroom degli anni '30, sobria e molto accogliente, pavimento in legno, posti in piedi e balconata. Capienza 800 persone circa. Per l'occasione si raduna un pubblico di età matura fra i 35 e i 70 anni. Si scorge una certa euforia ed una piacevole eccitazione per l'evento. Eccitazione che io condivido. Ci fanno sapere che il guest previsto non ci sarà (molto bene). Di contro si ha più tempo per osservare l'allestimento palco: chitarre di varia natura (acustica, 12 corde, elettrica a disposizione di RLJ), un pianoforte a coda (RLJ), un'altra chitarra, uno stage piano, basso/contrabbasso, batteria, violino, ukulele. Saranno in 6 sul palco.

Si comincia alle 20.00 (Deo gratias!) e l'attacco è già sensazionale: Weasel And The White Boys Cool e Last Chance Texaco dal suo debutto del 1979. Cosa si vede sul palco: una signora di 60 anni dalla gestualità minima ma con un gusto chitarristico impressionante. La voce come sempre "sgraziata" eppure precissima, capace di toccare gli abissi di Tom Waits (del quale fu compagna sentimentale) e i sovracuti simil-Minnie Riperton. E' questa la cosa che a mio parere sorprende da subito. Anche lei, così come altri/e che non hanno abusato del loro strumento (mi viene da pensare a Alison Moyet), ha mantenuto il timbro duttile e cristallino.

La prima parte vede RLJ alle chitarre. Si susseguono pezzi tratti dal primo album omonimo, This must be love dal poco fortunato "The magazine" ed i più bei brani del dignitosissimo "the other side of desire" Valtz de mon Pere, Infinity. Gli arrangiamenti prevedono lunghe suite fumose con New Orleans nel cuore. Là dove l'ultimo disco è stato concepito. Nella parte centrale il set diventa davvero toccante con RLJ al piano e tutta la band accorata che la segue con devozione: Living it up, We belong together, On Sunday Afternoon..., Coolsville.

Rickie è parca di parole, lascia che sia la musica l'unica protagonista. C'è aria di nostalgia. Non nuoce. Imbraccia di nuovo l'acustica ed esegue una minimale ma eccellente Satellites da uno dei miei preferiti (Flying Cowboys). Le assi dell'Ilsington ricominciano a scricchiolare sull'evergreen "Danny's all-star joint". Si muove il piedino con affetto e senso di appartenenza. Non vi è nemmeno uno smartphone/tablet sollevato.

Siamo sul finale. Il palcoscenico si spoglia e la lascia sola per una rilettura di Simpathy for the devil dei RS. Ringrazia, dice che vorrebbe suonare tutta la notte. Lo vorremmo anche noi. Ancora un inchino ed esce. Nessun atteggiamento da diva e rientra subito per il bis: una commovente versione di The moon is made of gold scritta da padre.

Si accendono le luci. Il pubblico abbandona la sala appagato da due ore di scorribande sul Mississippi. Grazie di cuore Rickie Lee Jones.

Setlist:

  1. Weasel and the white boys Cool
  2. Last Chance Texaco
  3. Jimmy Choos
  4. It must be love
  5. Valtz de Mon Pere
  6. Chuk E's in love
  7. On Saturday Afternoons 1963
  8. Infinity
  9. We Belong Together
  10. Coolsville
  11. Walk Away Renée
  12. Finale; (A Spider In The Circus Of The Falling Star)
  13. Satellites
  14. I wasn’t here
  15. Easy Money
  16. Je connais pas
  17. Danny's All-Star Joint
  18. Sympathy for the Devil
  19. The Moon Is Made of Gold

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Dieci)

alia76
alia76 Divèrs
Opera:
Recensione:
usti che velocità ;-). grazie!


Psychopathia
Psychopathia Divèrs
Opera:
Recensione:
la conosco pochissimo, un giorno compreró qualcosa di suo, ma devo ancora riascoltare bene quei dischi della joni mitchell che mi sono comprato quest'anno. in fondo queste due artiste non sono lontanissime, vero? o dico male?


alia76: Credo che a parte il fatto di essere bionde, siano molto diverse. RLJ è più "ruspante" mentre Joni ha un approccio più accademico. Sono molto diverse anche nello storytelling secondo me. bravissime entrambe.
hjhhjij
hjhhjij
Opera:
Recensione:
Psycho i primi due dischi sono capolavori assoluti. Davvero una grandissima artista.


Bartleboom
Bartleboom Divèrs
Opera:
Recensione:
Avevo promesso di non votare più le recensioni per non "drogare" le votazioni della refe della settimana. Ma certi ritorni vanno celebrati come si deve! :))


alia76: Grazie Barte. sentivo la nostalgia
bluesboy94
bluesboy94
Opera:
Recensione:
Mi ricordo del suo debutto che è un disco delizioso. Cantautrice validissima ( e per quanto ne so anche brava chitarrista).


imasoulman
imasoulman
Opera:
Recensione:
certi ritorni vanno celebrati come si deve, già. E qui sono due, alia e l'adorabile RL, che per tutti noi che hanno passato gli -anta (non specifichiamo quali...) è quel musetto adorabile da Laureen Bacall alternativa e col basco sulle 23 che ci fece innamorare, pur sapendo di doverla condividere con due lupi mannari del calibro di Chuck E. Weiss e Tommaso Waits (vinse il secondo...e quanto lo possiamo invidiare anche solo per questo). Evviva


imasoulman
imasoulman
Opera:
Recensione:
Due cose: 1 - il fatto che la voce riesca a raggiungere vette cristalline (Minnie Riperton...dio, che citazione five stars) ha dell'incredibile per una che da metà ottanta sprofondò in abissi depressivi curati dalla solita terapia di whiskey e sigarette 2 - Ma di una Walk Away Reneè (una delle dieci canzoni che salverei dall'olocausto nucleare), l'ottimo recensore possibile che "e non disse neanche una parola"?


BARRACUDA BLUE
BARRACUDA BLUE
Opera:
Recensione:
Forse perche' di Walk Away Renee esiste solo quella targata The Left Banke?


imasoulman: tu ben sai che QUEL nome è sempre un colpo al cuore...però, dai, almeno Four Tops e tale Springsteen, Bruce hanno reso un servizio eccellente, ancor più apprezzabile vista la meraviglia con cui ci si deve confrontare
imasoulman: in realtà era Southside Johnny...Springsteen ogni tanto la inframmezza(va?) dal vivo...e allora sostituiamolo con Bragg, Billy...
BARRACUDA BLUE: Credo che la versione che piu' si riallaccia a quella dell'elusiva band nota solo per essere uno dei piu' grossi punti interrogativi in tutto il Pop-Rock stellestrisce sia quella degli Angel, che epigoni dei Left Banke furono realmente, e anche dei successivi e altrettanto dimenticati Stories. Stadium Rock '70 con tutti gli orpelli e le potenzialita' che QUEL nome avrebbe sicuramente elargito se non avesse abbracciato una prematura autocombustione.
BARRACUDA BLUE
BARRACUDA BLUE
Opera:
Recensione:
Rece ottima, dovremmo mandarti in trasferta piu' spesso, ma la signora in questione non e' mai entrata nelle mie grazie, come molta musica d'autore americana.


alia76
alia76 Divèrs
Opera:
Recensione:
Grazie a tutti. è stato un concerto che andava raccontato. uno dei più belli in assoluto da me visti


Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Vota la recensione
Vota l’opera

Questa DeRecensione di 18/10/2015 Live at Islington Assembly Hall, London è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser. Copia il link