Copertina di Rilo Kiley Under The Blacklight
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Per fan della musica indie e pop alternative, appassionati di critica musicale, ascoltatori attenti alle evoluzioni stilistiche delle band indie.
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LA RECENSIONE

Agosto 2007. Mi trovo all'aeroporto di Copenhagen, in attesa del volo pomeridiano per Amsterdam, e mentre giro per i numerosi duty free vedo, presso il reparto "stampa straniera", l'ultimo numero del mensile britannico "Uncut". Nonostante sia parecchio scettico verso la critica musicale d'Oltremanica, vedendo in copertina il nome dei Rilo Kiley, che ho parecchio amato ai tempi degli esordi, mi decido a comprare la rivista. Al suo interno vi è un'ampia recensione, il cui titolo è: "Il quartetto indie californiano abbraccia il pop mainstream". "Ahia", penso. Eppure il voto dato al nuovo album, primo per la Warner Bros., sono cinque stelle piene. La mia speranza è dunque quella che Jenny Lewis & Co. siano tornati in qualche modo ai fasti delle origini, ma quando vedo il paragone con i Fleetwood Mac inizio a rabbrividire.

"D'accordo, "Uncut" è diretta da un vecchio hippie ubriacone e canuto che mette in copertina Neil Young quasi ogni mese, non c'è da fidarsi, meglio controllare di persona", rifletto. Considerata la mia antipatia verso le major, a cui non dò un centesimo per scelta, mi affido a Megaupload e presto il disco in questione è tra i files del mio computer. Il mio parere? Beh, onestamente non trovo niente di speciale in questo CD, mi sembra solo il tentativo di entrare nell'Olimpo-Delle-Stelle-Del-Pop e territori limitrofi.

"Breakin' Up" sembra un residuo disco music degli anni Settanta, "Under The Blacklight" è aperta da un loop che poi si trasforma in una ballatona alla Alanis Morrissette, "Dejalo" è addirittura latineggiante, e "Close Call" sembra una probabile hit scalaclassifiche. Soltanto "Smoke Detector", con il suo intreccio di chitarrine mulinanti, salva qualcosa. Lungi da me criticare una indie band solo perché firma per una major, vedi Sonic Youth ed Husker Du che si sono mantenuti a livelli altissimi in passato, o basti pensare agli eccellenti ultimi lavori di Modest Mouse e Death Cab For Cutie in tempi più recenti, ma questo CD, prodotto da Mike Elizondo (50 Cent?! Dr. Dre?!) non è nulla di più che un raffazzonato tentativo di entrare nel mondo ricoperto di bigliettoni verdi di MTV. Ed è un vero peccato, ragazzi. Cercate di riprendervi, nutro ancora qualche speranza.

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Riassunto del Bot

La recensione critica Under The Blacklight dei Rilo Kiley, evidenziandone la deludente trasformazione verso un pop mainstream poco originale. L'autore rimpiange le atmosfere indie dei primi lavori e analizza con attenzione le tracce, sottolineando come la produzione di Mike Elizondo non riesca a salvare il disco da un rischio commerciale evidente. Nonostante un brano valorizzato, il disco è percepito come un tentativo mal riuscito di adattarsi al mercato major.

Tracce testi video

01   Silver Lining (03:36)

03   The Moneymaker (02:51)

04   Breakin' Up (03:38)

05   Under the Blacklight (03:33)

10   The Angels Hung Around (03:03)

11   Give a Little Love (03:41)

Rilo Kiley

Rilo Kiley è una band indie rock di Los Angeles formata nel 1998 da Jenny Lewis e Blake Sennett, con Pierre De Reeder e Jason Boesel tra i membri stabili. Ha pubblicato quattro album in studio tra il 2001 e il 2007 e si è messa in pausa nel 2011; nel 2013 è uscito il raccolto RKives.
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