Copertina di Robert Palmer Pride
London

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Per appassionati di musica anni '80,fan di robert palmer,collezionisti di vinili e riedizioni,amanti dell'elettronica e sperimentazione musicale,critici e studiosi di musica
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LA RECENSIONE

A distanza di dieci anni dalla prematura scomparsa è stato finalmente riedito l'intero catalogo di Robert Palmer, da anni i suoi dischi erano reperibili solo nelle versioni originali in vinile o nelle vecchie ristampe economiche della Island sempre più rare. "Pride" è il disco forse meno ricordato di un artista già poco conosciuto; pubblicato nel 1983 è un disco di esplorazione musicale che segue il precedente "Clues" addentrandosi maggiormente nell'elettronica contemporanea ma condendola di aromi caraibici e arabi dandole colori dalle sfumature meno scontate. Si può iniziare con l'ultima traccia, la particolarissima "The Silver Gun" in cui Palmer canta in Urdu, una lingua indoeuropea, su una melodia elettronica molto sofisticata e eterea su cui si aggiunge un prezioso contributo di sitar. L'inizio con il reggae dal retrogusto calypso di "Pride" è una presa in giro del video di "Physical" di Olivia Newton John, "Hey Olivia Newton John what  you say?", e della filosofia edonistica in genere dei primi anni '80. "Deadline" e "Dance for Me" continuano l'esplorazioni elettroniche in chiave caraibica, la voce di Palmer di ispirazione più soul emerge in "You're in My System" e "Say You Will", "It's Not Difficult" è un brano più orientato al pop anni '80 con una trama di sintetizzatore di facile ascolto.

Come già successo per "Clues" l'album non scala le classifiche, non ha nemmeno una  "Johnny and Mary" per l'appetibilità nelle classifiche dei singoli e l'unico estratto ad entrare nei primi 40 è "You're in My System". Questo non sorprende perché il disco è di difficile fruizione nei suoi suoni artefatti dominati dai sintetizzatori e dalle ritmiche elettroniche, la critica all'epoca non apprezzò molto questa continua ricerca da parte di Palmer e la sua predisposizione a non identificarsi mai in un genere ben definito spaziando invece con disinvoltura tra i suoi gusti musicali. Dopo "Pride" sarà la volta dei Power Station e il ritorno con "Riptide" nel 1985 a suoni più tradizionali porterà Palmer alla conquista di Mtv. 

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Riassunto del Bot

La riedizione di Pride segna il ritorno di un album poco noto di Robert Palmer, pubblicato nel 1983. Il disco esplora sonorità elettroniche miste a influenze caraibiche e arabe, risultando meno accessibile rispetto ad altri lavori. Nonostante un singolo di successo moderato, Pride rappresenta un momento di sperimentazione nel percorso artistico di Palmer, che molto presto tornerà a un sound più tradizionale con Riptide.

Tracce testi

02   Deadline (04:03)

03   Want You More (03:20)

04   Dance for Me (03:41)

05   You Are in My System (04:27)

Leggi il testo

06   It's Not Difficult (03:37)

07   Say You Will (03:44)

08   You Can Take It (Take My Heart) (03:07)

09   What You Waiting For (03:43)

10   The Silver Gun (06:00)

Robert Palmer

Cantante e songwriter britannico, Robert Palmer ha iniziato la carriera solista nel 1974 dopo Dada e Vinegar Joe. Tra blue‑eyed soul, rock e incursioni new wave/elettroniche, ha firmato hit come Addicted to Love nell’era MTV ed è stato membro dei Power Station. È scomparso nel 2003.
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