Copertina di Robyn Hitchcock Invisible Hitchcock
LordCorkscrew

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Per fan di robyn hitchcock e del rock alternativo, appassionati di raccolte rare e collezionisti musicali
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LA RECENSIONE

Può essere illuminante, ma l'unica vera cosa che illumina è l'ondivaga natura della musa di Hitchcock: una raccolta di canzoni che "didn't fit in with what I was doing at the time [=i primi tre album] and do fit in with each other now"; quanto in effetti sia riuscita questa combinazione è da dibattere.

Perlopiù si tratta di blues tradizionali (a volte dal titolo neppure fantasioso: Blues in A), ai limiti del puro cazzeggio; pochi brani salvabili a livello di idea (l'apertura All I Wanna Do Is Fall in Love).

Invisible Hits dei Soft Boys era un album intero pubblicato in ritardo, Invisible Hitchcock è una raccolta di scarti, e gli scarti di Robyn Hitchcock sono di qualità prevedibilmente imbarazzante.

 

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Riassunto del Bot

Invisible Hitchcock è una raccolta di brani di Robyn Hitchcock che non si integravano nei suoi primi tre album. Il disco propone principalmente blues tradizionali poco originali e alcuni passaggi di puro cazzeggio. La qualità generale è considerata deludente, con pochi pezzi degni di nota come l'apertura All I Wanna Do Is Fall in Love. In sintesi, si tratta di scarti musicali poco riusciti, soprattutto se confrontati con lavori precedenti.

Tracce testi

01   All I Wanna Do Is Fall In Love (03:49)

02   Give Me a Spanner, Ralph (02:39)

03   A Skull, a Suitcase, and a Long Red Bottle of Wine (05:00)

04   It's a Mystic Trip (02:57)

05   My Favourite Buildings (03:15)

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06   Falling Leaves (04:24)

07   Eaten by Her Own Dinner (04:28)

08   The Pit of Souls (country version) (05:58)

09   Trash (02:52)

10   Mr. Deadly (04:16)

11   Star of Hairs (03:19)

12   Messages of Dark (03:52)

13   Vegetable Friend (02:11)

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14   I Got a Message for You (03:06)

15   Point It At Gran (02:02)

16   The Abandoned Brain (02:55)

17   Let There Be More Darkness (02:57)

18   Blues in A (03:25)

Robyn Hitchcock

Cantautore e chitarrista inglese, emerso a fine anni ’70 con i Soft Boys, prosegue una prolifica carriera solista mescolando neo-psichedelia, folk rock e power pop, spesso con liriche surreali.
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