Copertina di Róisín Murphy Ruby Blue
Andrea Frassoni

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Per appassionati di musica elettronica, jazz, pop sperimentale e fan di róisín murphy e moloko
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LA RECENSIONE

Concluso il progetto Moloko, Róisín Murphy, talentuosa e seducente vocalist, debutta come solista con l’album "Ruby Blue", un’opera elettrizzante e raffinata, concepita con l’eclettico producer Matthew Herbert.
Le tracce di "Ruby Blue", alcune già proposte sulla magnifica serie di EP intitolata "Sequins", spaziano fra electro jazz, disco-pop e soul e la voce di Róisín, accompagnata da arrangiamenti eleganti, orchestrazioni sperimentali, sbilenche architetture musicali, raggiunge un nuovo livello, più intimo e sensuale, rispetto alla produzioni dei Moloko.

L’album si apre con "Leaving The City" caratterizzata da un tappeto sonoro tortuoso e bizzarro sopra il quale la cantante si cimenta in singolari peripezie vocali, prosegue con "Sinking Feeling" brano dall’andatura swing a cui l’arrangiamento di Herbert e la voce di Róisín conferiscono una grazia e uno stile retrò ma paradossalmente innovativo. Allo stesso modo, accade con la canzone successiva "Night Of The Dancing Flame" in cui però le atmosfere si fanno più sinistre e notturne. "Through Time" probabilmente la canzone più serena del disco è contraddistinta da un brillante organetto che in sottofondo accompagna il cantato. "Sow In To You" è un brano altrettanto originale ma più energico, funky, ma in modo non convenzionale, ideale per il dance floor. "Dear Diary" pare un brano disco music ma dall’arraggiamento insolito e bizzarro. "If We’re In Love" il primo singolo, può essere indicato come la summa degli stili e delle sonorità presenti nell’album. "Ramalama (Bang Bang)" si mostra minacciosa, ossessiva e decadente. "Ruby Blue" traccia che da il titolo al disco è acida, scomoda ma geniale, mentre "Off On It" è una sorta di blues elettronico dove l’arpeggio di chitarra si sporca con i suoni più disparati e rumorosi. Dopo la breve "Prelude To Love In The Making", chiude l’opera "Closing Of The Doors", una bellissima ed emozionante ballata pianoforte e voce.

L’artwork dell’album è affidato a Simon Henwood, uno degli illustratori, pittori, designer più attivi del panorama musicale e non (fra le ultime opere un ritratto di Devendra Banhart e Kylie Minogue).

"Ruby Blue" non delude le attese e si presenta come un’opera intrigante, eccentrica, imprevedibile, uno spettacolo sonoro unico e innovativo fatto di musica a tratti complicata ma capace di svelarsi lentamente, di incuriosire, di affascinare e di sedurre l’ascoltatore. Róisín Murphy è la musa, la chanteuse, la diva più adatta per tale operazione, dato che classe e talento certamente non le mancano.

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Riassunto del Bot

Róisín Murphy, dopo il progetto Moloko, debutta con Ruby Blue, un album che unisce electro jazz, disco-pop e soul grazie alla produzione di Matthew Herbert. L'opera si distingue per arrangiamenti eleganti e innovativi e una voce intima e sensuale. Brani eterogenei spiccano per originalità e atmosfera, dal funky non convenzionale alle ballate pianoforte e voce. L'album si presenta come un'esperienza sonora affascinante e unica, supportata da un artwork curato da Simon Henwood.

Tracce testi video

01   Leaving the City (04:49)

03   Night of the Dancing Flame (03:26)

04   Through Time (05:58)

07   If We're in Love (04:31)

08   Ramalama (Bang Bang) (03:35)

11   Prelude to Love in the Making (00:53)

12   The Closing of the Doors (03:28)

Róisín Murphy

Cantautrice irlandese emersa coi Moloko, Róisín Murphy unisce elettronica, pop e cultura da club. Da solista esordisce con Ruby Blue (2005, prod. Matthew Herbert), prosegue con Overpowered (2007) e torna negli anni 2010 con Hairless Toys (2015), Take Her Up to Monto (2016) e Róisín Machine (2020).
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