La Rumblin' Orchestra, dopo un paio d'anni di lavoro, giunge, per loro e nostra fortuna, a dare un seguito al già ottimo CD di esordio, quello Spartacus da noi già recensito. Questo "The King's New Garment" vede la medesima formazione del lavro precedente ovvero Béla Ella alle tastiere, Beatrix Ella al flauto, Kitti Ella al violoncello, Attila Ella al trombone, Daniel Ella all'oboe, Miklos Ella al violino, Jusztin Szabò alla batteria, percussioni e basso, nonché una nutrita schiera di ospiti tra i quali Laszlo Hetsch alla chitarra, Gyorgy Demeter e Ildiko Szosznyak alla voce, Zoltan Gaal e Sandor Csavics alla tromba, Bela Gyenes al sax ed un coro composto da 8 elementi. Il CD, che sulla copertina sfoggia un grazioso quadro realizzato da Marco Bernard (della fanzine finlandese Colossus), consta di 9 tracce, di lunghezza variabile da meno di 2 minuti a più di 18.

L'inizio è rappresentato dalla mega suite che da il titolo all'intero CD e ci fornisce già precise indicazioni su quello che sarà il percorso musicale che stiamo per intraprendere. Le influenze indicate per il disco precedente ci sono ancora tutte, dagli Emerson Lake and Palmer agli After Crying, passando per la musica classica, ma quello che colpisce già da questo primo brano è la maniera ancora più raffinata con la quale sono realizzati gli arrangiamenti. Gli strumenti "classici" vengono infatti utilizzati al meglio delle loro possibilità espressive creando atmosfere di grandissimo pathos e contribuiscono a creare arrangiamenti che denotano un'abilità e un buon gusto che nel lavoro precedente erano forse ancora allo stadio embrionale. Anche dal punto di vista compositivo le cose migliorano nettamente rispetto al CD precedente. Sono infatti assenti le virtuosistiche sparate di note neoclassiche e gli stacchi strumentali fragorosi e "bombastici" che, fortunatamente solo a tratti, facevano capolino su “Spartacus” rappresentandone la parte più debole. In "The King's New Garment" le composizioni sono molto più equilibrate e denotano una maggiore personalità risultando decisamente più originali e godibili. Le melodie sono sempre deliziose e il virtuosismo dei vari strumentisti è utilizzato per creare un tutto omogeneo nel quale difficilmente uno strumento si erge sugli altri ma tutti contribuiscono a creare composizioni di notevole spessore artistico.

Per concludere si tratta di un disco veramente straordinario che non dovrebbe mancare in ogni collezione prog che si rispetti. Di sicuro piacerà da impazzire ai fan degli After Crying, a chi apprezza la musica classica ed ama il progressive proprio perché ad essa legato spesso (più o meno direttamente). Ai meno avventurosi, quelli legati mani e piedi al new prog inglese per intenderci, non posso che consigliare di fare un sforzo per aprire i loro orizzonti musical-geografici e di dare una chance a questa Rumblin' Orchestra oppure, sempre per rimanere in Ungheria, ai suddetti After Crying, ai Solaris, agli East.... insomma fate un po' voi, scegliete chi vi pare ma in ogni caso questa nazione si rivelerà a voi come una miniera di inaspettate ed originali emozioni progressive. Chi l'avrebbe mai detto, eh?

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