Copertina di Rush Counterparts
andy66

• Voto:

Per appassionati di rock e metal anni '90, fan dei rush, amanti della musica prog e chitarristi
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LA RECENSIONE

Gi anni 90 dei Rush sono iniziati con un album, "Roll the bones", che non faceva presagire la svolta "metallica" del gruppo; solo che nel frattempo i gusti americani e non erano cambiati. Di colpo l'ondata "grunge" ha sommerso l'heavy metal "tradizionale" e l'Adult Oriented Rock alla Journey o simili è già solo un ricordo.

Con "Counterparts" i Rush decidono di mettere da parte i sintetizzatori (presenti si, ma quasi impercettibilmente in un paio di pezzi) e di dare largo spazio alla chitarra di Lifeson, mai così tagliente, nemmeno ai tempi di "Anthem" o "The temple of Syrinx". Ciò non vuol dire che i Rush si siano snaturati, anzi, riescono comunque ad essere riconoscibilissimi, e comunque non siamo certo di fronte ad un gruppo che alza il tono degli amplificatori per mascherare la scarsa creatività.

L'album è molto vario nei ritmi; rimane invece costante la durezza del suono, basti ascoltare "Stick it out", "Double agent" (bellissima, secondo me) o "Cut to the chase" per capire l'aria che tira. C'è anche la melodia elettro-acustica di "Nobody's hero", impreziosita dagli archi dell'orchestra e di un ottimo (al solito) testo, e brani più leggeri come "Everyday glory" o "Cold fire", risolti con la usuale classe. Grande anche lo strumentale "Leave that thing alone" che alterna una ritmica funk con riff potenti e assoli di chitarra.

Complessivamente lo considero un ottimo lavoro, in cui i Rush hanno dimostrato di stare al passo con i tempi senza sputtanarsi. Discorso leggermente diverso con i successivi album in studio, ma ne parlerò in altre recensioni, se non mi anticipa qualcun altro Derecensore...

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album Counterparts dei Rush, evidenziando la nuova direzione più dura e metallica rispetto ai precedenti lavori. Nonostante il cambiamento stilistico, la band mantiene la propria identità e creatività, con la chitarra di Lifeson in evidenza. L'album è vario nei ritmi ma coerente nel tono sonoro, confermandosi un ottimo lavoro negli anni '90.

Tracce testi video

03   Cut to the Chase (04:48)

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05   Between Sun & Moon (04:37)

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06   Alien Shore (05:47)

07   The Speed of Love (05:02)

08   Double Agent (04:52)

09   Leave That Thing Alone (04:05)

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Rush

I Rush sono un trio canadese di rock progressivo e hard rock, fondato a Toronto nel 1968 da Alex Lifeson, Geddy Lee e, dal 1974, Neil Peart. Noti per le loro doti tecniche, la sperimentazione di generi e le lunghe suite, hanno avuto una carriera di cinque decenni segnando profondamente la musica rock con dischi come '2112', 'Hemispheres', 'Moving Pictures'. Hanno affrontato svolte stylistiche dal prog epico dei '70, alle sonorità sintetiche degli '80 fino al rock più diretto degli ultimi album.
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