Copertina di Rush Presto
andy66

• Voto:

Per appassionati di rock progressivo, fan dei rush, musicisti e amanti di album classici e innovativi
 Dividi con...

LA RECENSIONE

"Presto" ovvero l'equivalente americano di formule magiche come "abracadabra" e simili.

Magia, dunque... ma si tratta di un ritorno a tematiche fantasy come ai tempi di "Caress Of Steel"? No, niente di più lontano, come genere, da questo album; quello che invece rimane come concetto è proprio quello di "magia", ad indicare la disarmante classe con cui i Rush di allora continuavano il loro percorso evolutivo rimanendo sempre perfettamente riconoscibili, e continuando a stupire i loro sostenitori.

"Presto" apre la cosiddetta fase 4, la più controversa secondo me, dopo una serie impressionante di dischi ad altissimo livello, cominciata idealmente con "2112"; questo lavoro del 1989 è, naturalmente diverso dal precedente album in studio, "Hold your Fire"; nel dettaglio, ritroviamo una maggiore presenza della chitarra, e le tastiere, sebbene sempre presenti, fungono più da completamento dell'arrangiamento delle canzoni, o comunque, vanno ad impreziosire con interventi mirati lo "scheletro" della canzone. Lifeson approfitta di questa ritrovata presenza quantitativa, ma non siamo certo agli eccessi di "Vapor trails", al contrario il suo guitar-work è eclettico ma ottimamente equilibrato con le altre componenti strumentali e vocali. Si va dai riff non-convenzionali di "Show don't tell" o "Superconductor" alle schitarrate funky di "Hand over fist" e "Scars".

Molto belli i passaggi da elettrico ad acustico e viceversa in "Presto", che dà il titolo all'album, così come sono sempre incantevoli le parti arpeggiate, rintracciabili nella maggioranza dei pezzi. Ve detto che "Presto", per qualità del suono e sonorità scelte, suona molto più moderno di "Vapor Trails"... piuttosto contraddittorio per un gruppo che è spesso stato all'avanguardia sia come idee che come produzione, no? Tornando a bomba... "Presto" contiene davvero tanta ottima musica; oltre ai brani citati, non si possono non segnalare momenti di grande potenza come "War Paint", "Chain Lightning", "Red Tide", tutte caratterizzate da ritornelli molto incisivi, e, ancora, dal perfetto equilibrio chitarra-tastiere-voce. "Anagram" è invece un pò al di sotto della media, ma rientra in una sorta di "divertissement" che i Rush si sono voluti prendere (basta leggere il testo nonsense). Meravigliosa è invece la conclusione con "Available Light", forse il pezzo con le melodie vocali più emozionate ed emozionanti, e con sprazzi di pianoforte, strumento che avrei voluto sentire più spesso nei loro dischi.

In poche parole, "Presto"... e bene, anzi, benissimo!!

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Presto', il disco del 1989 dei Rush, evidenziando la perfetta combinazione tra chitarra e tastiere. L'album segna una nuova fase nella carriera della band, mostrando una maggiore presenza chitarristica senza perdere equilibrio. I brani come 'Show don't tell' e 'Available Light' sono particolarmente apprezzati per la loro innovazione e potenza emotiva. Un lavoro moderno e maturo che conferma il talento della band.

Rush

I Rush sono un trio canadese di rock progressivo e hard rock, fondato a Toronto nel 1968 da Alex Lifeson, Geddy Lee e, dal 1974, Neil Peart. Noti per le loro doti tecniche, la sperimentazione di generi e le lunghe suite, hanno avuto una carriera di cinque decenni segnando profondamente la musica rock con dischi come '2112', 'Hemispheres', 'Moving Pictures'. Hanno affrontato svolte stylistiche dal prog epico dei '70, alle sonorità sintetiche degli '80 fino al rock più diretto degli ultimi album.
46 Recensioni