Salad
The Salad Way

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Una delle sorprese di quest’anno arriva proprio da dove non te l’aspetti.

Ce la propongono i londinesi Salad con questo nuovo “The Salad Way”, terzo album in studio per la formazione britpop capitanata dalla fascinosa olandese Marijne Van Der Vlugt (ex modella e volto di MTV Europe nei primi anni novanta), che arriva a ben ventidue anni dal precedente lavoro sotto questo nome (il fallimentare “Ice Cream”, che affossò la carriera dell’allora promettente quintetto e provocò la rottura con la major Island Records).

Tre anni fa, infatti, la Van Der Vlugt (assieme al chitarrista della band Paul Kennedy) ha iniziato ad esibirsi dal vivo in formato acustico sotto il nome Salad Undressed ed ha concluso l’esperienza l’anno scorso con un disco di inediti in studio, “Good Love Bad Love”.

Tornati adesso in formazione elettrica (al bassista originale Pete Brown e allo stesso Kennedy si sono aggiunti due nuovi elementi) i Salad riaccendono i motori, e senza la pressione di ripetere i numeri di una ventina di anni fa; stiamo parlando infatti di un gruppo che, pur uscito esattamente durante l’apice del movimento britpop (per inciso, quando bastava essere una mezza cover band degli Oasis per centrare la top 20), attirò sicuramente l’attenzione di pubblico e stampa specializzata ma non andò oltre un successo di vendite moderato.

Questa sorta di libertà mentale fa bene alla band britannica, che si libera dalle catene e confeziona un disco vario, fresco e assolutamente irresistibile, quasi sempre lontano da derive nostalgiche (anche quando i Salad ripropongono certi stilemi di allora lo fanno con classe e naturalezza, come in “Your Face” o “Merryland”, ma soprattutto in “Lovesick Energy”, il miglior brano del lotto e assolutamente all’altezza del loro vecchio classico “Drink The Elixir”). Chiaramente il talento vocale ed intepretativo di Marijne fa la differenza.

Brani strepitosi come “In The Dark” (echi di Sabbath e Pixies), la serrata e danzereccia “Don’t Expect Things Not To Be Scary” e la delicata ballad di gran classe “Wayward Thinking” certificano un ottimo stato di forma, ben anticipato dagli ottimi singoli “Under The Wrapping Paper” e “You Got The Job”.

Brano migliore: Lovesick Energy

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Commenti (Due)

madcat
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Come sempre, da premiare per tutto il lavoro con i nuovi dischi che da sempre fai
BËL (01)
BRÜ (00)

GrantNicholas: Thanks
zzot
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Ho apprezzato il sound che pare efficace. Mentre invece la modellona non L tollero proprio. Tutta mossette e ammiccamenti. Non fa per me.
BËL (01)
BRÜ (00)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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