Molte volte, quando leggiamo della morte di un musicista, ne prendiamo conoscenza con un senso di solitudine e di tristezza quasi familiare. Quasi come se fosse una persona che conoscevamo bene, che non ci ha mai abbandonato, che con la sua passione trasmessa attraverso le note, o attraverso la voce, ha saputo mettere a nudo la nostra anima. Risuona in ognuno di noi una strana emozione, come se un pezzo del nostro io se ne fosse appena andato, come se quella persona con la quale non abbiamo mai avuto nessun contatto, nessuno scambio di parole, ma con la quale ci sentivamo così vicini, se ne fosse appena andata. Ma i ricordi, in alcuni casi, sono sempre coloro che ci salvano dalla malinconia, e in questi casi specifici una parte importante la gioca anche la musica, che ci fa credere con un aspetto illusorio, che quella persona sia ancora fra noi.
Il 17 Ottobre 1993, quando il chitarrista e co-fondatore dei Savatage, Criss Oliva morì in seguito ad un incidente stradale causato da un ubriaco che attraversò la strada in contromano, nel mondo dell'heavy metal veniva a mancare probabilmente uno dei più grandi chitarristi di sempre, morte che minò sia la stessa esistenza dei Savatage, che i componenti del gruppo, fra i quali più di tutti il fratello Jon.
Dopo due anni dalla morte, lo stesso Jon Oliva decise di pubblicare questo "Ghost In The Ruins: A Tribute To Criss Oliva", un live album che vedeva la ragione della sua pubblicazione nel ricordo di Criss, del suo tocco elegante, ma potente, e della potenza dei Savatage. Questo live è suddiviso in vari concerti, in un lasso di tempo che va dal 1987 al 1990, e perciò dalla pubblicazione di "Hall Of The Mountain King" (1987) e il tour di "Gutter Ballet" (1989).
La scaletta è relativamente corta, solo 13 pezzi, ma che fanno capire subito all'ascoltatore la potenza distruttiva, ma anche la sinfonia e l'eleganza di un gruppo eccezionale e unico come i Savatage. Inutile da dire ovviamente, che il protagonista indiscusso di questo live è Criss Oliva, che si ritaglia sia in spazi solisti (nell'assolo introduttivo di "Hall of The Mountain King"), sia nella canzoni vere e proprie, come in "When The Crowds Are Gone" e "24 Hours Ago" un vero e proprio spettacolo. Non mancano ovviamente gli acuti dell'immenso Jon Oliva, la prestazione di "Hounds" è a dir poco fenomenale, stessa cosa per "Of Rage And War", ma anche in pezzi più soft come "Strange Wings" e "Sirens". A chiudere è una piccola prestazione di Criss, intitolata "Post Script", pezzo acustico ripreso da una prova del 1990 all'Hollywood Palace, eseguita in poco meno di due minuti, ma con una musica leggiadra e sognante.
"Ghost In The Ruins" è la testimonianza che i Savatage vogliono lasciare ai loro fan per ricordare che Criss non verrà mai dimenticato, e anche se non è mai stato uno di quei chitarristi propensi a interviste ed elogi, anzi, per gran parte della sua carriera nei Savatage non fu mai visto di buon occhio dalla critica, e che la sua musica e la sua passione sono ancora vivi, nel cuore di chi lo ha sempre apprezzato, e vuole continuare a ricordarlo.