Copertina di Scott Weiland and The Wildabouts Blaster
RinaldiACHTUNG

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Per fan del rock alternativo, appassionati di scott weiland e stone temple pilots, amanti del rock emozionale e delle storie dietro la musica.
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LA RECENSIONE

A tratti graffiante, a tratti contenuta, rassegnata e dolce.

La voce di Scott accompagna le intuizioni dei Wildabouts, nelle diverse tracce che mostrano varie sfaccettature sulla superficie del rock n roll.

Softdrive Records, la sua etichetta con la quale il progetto nasce.

"Registrare Blaster è stato rinvigorente ed eccitante. Mi ha riportato alla mente lo stato d'animo che ebbi all'uscita dei primi due album con gli Stone Temple Pilots".

Trovo irresistibile la cadenza del leader sulle note di Way she moves e Amethyst. Prova del dinamismo capace di far spaziare la grinta espulsa dai pezzi più pop a quelli sul binario dei riff trascinanti.

Si, perché Jeremy Brown (chitarra solista) è anche un protagonista onnipresente per tutta la durata del disco.

Il giovane musicista morì il giorno precedente all'uscita dell'album, segnando profondamente l'andamento del tour e le menti dei suoi compagni, delineando un clima insopportabile che per uno scherzo del fato culminerà con la fine della band e in primis, con quella di Weiland.

Quest'ultimo era già segnato, come la stampa ben sa, dagli avvenimenti personali e i disagi che il suo stile di vita ha comportato, testimoni alcune delle varie esibizioni postate sul web.

Un'azzeccata 20th century boy presa in prestito da Bolan e soci riporta alla mente gli episodi vigorosi di maggior rilievo nella tracklist, con le ruggenti Youth Quake e Modzilla.

Gli strumenti della band sono ben registrati e riescono a trascinarti su sentieri old school che non guastano, ma la ciliegina sulla torta resta per me l'ultima traccia Circles.

Un cerchio si chiude ed è ora dei saluti.

Circles significa davvero tanto per me e scriverne qualche riga non mostra neanche un briciolo delle emozioni che provo a risentirla.

I due, precedentemente citati musicisti, qui chiudono le danze e l'ultima fiamma lentamente cala e sbiadisce nel vento, dignitosa e travolgente.

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Riassunto del Bot

Blaster, l'album di Scott Weiland & The Wildabouts, alterna momenti graffianti a passaggi più dolci e riflessivi. La recensione sottolinea la bravura vocale di Weiland e l'importanza musicale di Jeremy Brown, scomparso poco prima dell'uscita. Tra pezzi energici come Youth Quake e atmosfere intense come Circles, il disco si conferma un omaggio sincero al rock e un commovente addio.

Tracce

01   Bleed Out (02:45)

02   White Lightning (03:22)

03   Youth Quake (03:46)

04   Beach Pop (03:30)

05   Amethyst (04:17)

06   Circles (03:16)

07   Way She Moves (04:11)

08   20th Century Boy (04:20)

09   Modzilla (03:17)

10   Hotel Rio (04:36)

11   Blue Eyes (03:59)

12   Parachute (04:32)

Scott Weiland and The Wildabouts

Gruppo rock guidato da Scott Weiland, autore dell'album Blaster (2015) pubblicato da Softdrive Records.
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