Copertina di Serge Gainsbourg Couleur Café
morningstar

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Per appassionati di musica francese, amanti dei ritmi latini, cultori della poesia musicale e fan di serge gainsbourg
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LA RECENSIONE

La Mercury nel 1996 ha sfoderato ben tre raccolte di canzoni di Gainsbourg risalenti agli anni '60. Tutte e tre sono secondo me estremamente ben realizzate per la scelta dei pezzi, se proprio si vuole essere pignoli mancano dei capolavori come "La chanson di Prevert" e "Le poinçonneur de lilas", comunque Gainsbourg è un autore che di canzoni ne ha scritte veramente tante e di buona qualità, e non si può pretendere di sintetizzarlo facilmente nelle sue varie sfaccettature.
Questa qua, "Couleur cafè", prende in esame l'aspetto più prettamente latino-percussionistico della sua vulcanica produzione. In particolare contiene quasi l'integrale dell'album "Gainsbourg percussions", probabilmente uno dei migliori del primo periodo e di reperibilità un po' difficile fuori Francia. Mix di cha-cha e mambo e di testi di una qualità straordinaria.
Mi viene in mente un paragone un po' fuori luogo con Vinicio Capossela, comunque se vi piacciono le sue morne, rembetike, mambi e cha-cha penso che avete il tipo di gusti giusti per gustarvi questa raccolta.

Ritmi e parole letteralmente danzano insieme, assonanze rime e tempi in levare, prendete per esempio queste (mi scuso coi puristi e i francesi sciovinisti che non metto gli accenti che son troppo pigro):

"Je t'aime ma belle Aphrodite,
A l'ame noir antharacite,
Mais plus t'aime t'aimerai,
Plus me mine minerai"
da "L'anthracite". Il minerale di natura in sè per sè amorfo diventa un canovaccio di improvvisazione verbale, ricorrendo circa dieci volte nella canzone con significati diversi.

In "Ces petits riens":
"Mieux vaut pleurer de rien
Que de rire de tout
Pleurer pour un rien
c'est deja beaucoup
mais vous n'avez rien
dans le coeur et j'avoue
je vous envie
je vous en veux beaucoup".
Monumento alle capacità sonore della lingua francese, in italiano non si potrebbe concepire niente di simile.

Oppure prendete "Tatouè Jeremie", storia di un tapino che si fa tatuare sul braccio e sul cuore (e pure più in basso, dove non batte il sole) il nome dell'amata e che poi si ritrova con la pesante eredità ad amore finito.
Ma pure se ve ne fregate dei testi in realtà la musica basta ed avanza. Ci sono pure un paio di pezzi strumentali realizzati per colonne sonore di film.

Erotico, ironico, cinico, disperato, ricerca scanzonata dell'assoluto come il fumo di una sigaretta che sale in cielo. 

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Riassunto del Bot

La raccolta Couleur Café di Serge Gainsbourg esplora il lato latino-percussionistico dell'artista con un mix brillante di cha-cha e mambo. Il disco include quasi tutto l’album Gainsbourg percussions, un gioiello poco reperibile fuori Francia. La musica si fonde con testi intensi e ricchi di gioco linguistico, offrendo un’esperienza unica dove ritmo e parole danzano insieme. L’album è descritto come erotico, ironico e disperato, una ricerca scanzonata ed assoluta.

Tracce testi video

01   Cha cha cha du loup (instrumental) (01:31)

03   L'Anthracite (02:32)

04   Laissez-moi tranquille (02:02)

05   Cha cha cha du loup (01:56)

06   L'Eau à la bouche (02:30)

07   Les Amours perdus (02:58)

08   Érotico-tico (instrumental) (01:25)

09   Ces petits riens (02:03)

Leggi il testo

13   Les Cigarillos (01:44)

15   Tatoué Jérémie (01:44)

Leggi il testo

16   Ce grand méchant vous (02:22)

17   Là-bas c'est naturel (02:29)

Serge Gainsbourg

Cantautore, compositore, attore e regista francese (1928–1991), figura di punta della chanson e del pop d’autore, celebre per il linguaggio tagliente, gli arrangiamenti innovativi e un gusto costante per la provocazione.
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