Proprio quando stavo per accettare il fatto che ormai nessun cd definito nu-metal mi avrebbe più entusiasmato, d'improvviso, mi imbatto in questo "Animosity" dei Sevendust.
All'inizio pensai che mi sarei ritrovato di fronte un tipico disco con cui gasarti quelle poche giornate e poi lasciarlo nel dimenticatoio, ma quanto mi sbagliavo!!! I Sevendust mi hanno aperto ad una nuova concezione di questo genere, inserendo nelle loro canzoni dei particolari e degli effetti davvero unici. Innanzitutto, i particolari che rendono inimitabile il gruppo sono la possente voce del cantante Layon Witherspoon ed i cori di fondo del incazzatissimo batterista Morgan Rose.
L'album è caratterizzato da riff semplici, ma efficaci e di grande impatto. La voce di Witherspoon crea delle atmosfere davvero intense e ritornelli molto melodici. La canzone di apertura è la devastante "Tits on a boar", che fa notare da subito quanto sia efficace l'alternanza tra le due voci. A seguire, il singolone "Praise" che con il suo mid tempo dona una grande carica all'ascoltatore.
Altri episodi molto interessanti all'interno dell'album sono l'insolita "Trust", dalle atmosfere molto inquietanti; la grande "Crucified", dall'intermezzo davvero unico; "Shine" dal ritornello molto efficace. Ci sono anche due ballate davvero coinvolgenti dal nome "Xmas day" e "Angel's son", dove si può apprezzare al massimo la grande voce di Layon.
L'unico difetto dell'album può essere l'eccessiva ripetività delle canzoni, ma nonostante questo rimane un grande album, degno di merito.